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27 febbraio 2026

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DPCM ancora assente: nuova interrogazione sulle borse per gli specializzandi non medici

Categoria: Formazione specialistica

DPCM ancora assente: nuova interrogazione sulle  borse per gli specializzandi non medici

E’ stata presentata alla Camera dei deputati un’ulteriore interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al Governo sull’irrisolto problema del ritardo nell’emanazione del DPCM necessario per le borse di studio per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica (veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi), previste dalla Legge di Bilancio 2025.
L’interrogante è l’On.le Marco Grimaldi, Alleanza Verdi e Sinistra.

Interrogazione a risposta scritta 4-07140

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’università e della ricerca, al Ministro della salute, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

la legge di bilancio 2025 ha introdotto, a decorrere dall’anno accademico 2024/2025, una borsa di studio per i professionisti sanitari non medici iscritti alle scuole di specializzazione (veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi), colmando un ritardo storico nel riconoscimento di tali percorsi;

l’importo previsto, pari a 4.773 euro lordi annui, da erogarsi mensilmente dalle università a valere su fondi statali, risulta già oggi largamente insufficiente – meno di 400 euro al mese – a fronte di un impegno formativo stimabile in circa 38-40 ore settimanali;

la ripartizione delle risorse è demandata a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 8, comma 1-bis, della legge n. 401 del 2000;

con nota dell’8 agosto 2025 il Ministero dell’università e della ricerca ha comunicato ai rettori che il decreto di riparto era «in fase di perfezionamento»;

a oggi il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non risulta emanato e tale ritardo sta concretamente impedendo la pubblicazione dei bandi di accesso alle scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica per l’anno accademico 2025/2026, generando incertezza e disorientamento tra migliaia di giovani professionisti;

tale situazione non rappresenta un mero ritardo tecnico, bensì una precisa responsabilità politica, che segnala l’assenza di una visione strategica sulla programmazione del personale sanitario e sulla valorizzazione delle professionalità specialistiche non mediche, fondamentali per la tenuta e l’innovazione del Servizio sanitario nazionale;

in un contesto segnato da carenze strutturali di personale e da crescenti difficoltà nel garantire livelli essenziali di assistenza uniformi sul territorio, il mancato completamento degli atti attuativi rischia di aggravare ulteriormente la fragilità del sistema pubblico –:

quali siano le ragioni politiche e amministrative che hanno determinato il mancato varo del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la ripartizione delle risorse destinate alle borse di studio degli specializzandi dell’area sanitaria non medica e quale sia il termine certo entro cui il Governo intenda procedere alla sua adozione;

quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere per evitare il blocco dei bandi per l’anno accademico 2025/2026 e per garantire la continuità e la credibilità della programmazione formativa in ambito sanitario;

se il Governo non ritenga necessario intervenire con urgenza, anche mediante un’iniziativa normativa, per rivedere in modo significativo l’importo della borsa di studio, al fine di renderlo adeguato all’impegno richiesto, coerente con la dignità del percorso formativo e realmente attrattivo per i giovani professionisti chiamati a garantire il futuro del Servizio sanitario nazionale.

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