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Borse di studio specializzazioni non mediche, interrogazione parlamentare
Categoria: Formazione specialistica
L’on.le Marco Lacarra (PD) ha presentato un’interrogazione scritta al Governo sul grave ritardo del nell’emanazione del DPCM sulle borse di studio per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica, previsto dalla Legge di Bilancio 2025.
Interrogazione a risposta scritta 4-07067
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’università e della ricerca, al Ministro della salute, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
la legge di bilancio 30 dicembre 2024, n. 207, ha introdotto all’articolo 8 della legge 29 dicembre 2000, n. 401, il comma 1-bis, prevedendo che, a decorrere dall’anno accademico 2024/2025, agli specializzandi appartenenti alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi sia corrisposta, per tutta la durata legale del corso, una borsa di studio di importo pari a 4.773 euro lordi annui, da erogarsi mensilmente dalle università, a valere su fondi statali;
la medesima disposizione stabilisce che alla ripartizione e all’assegnazione delle risorse a favore delle università si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell’economia e delle finanze;
la suddetta legge di bilancio ha inoltre ripristinato la piena vigenza dell’articolo 8, comma 1, della legge n. 401 del 2000, secondo cui il numero di laureati delle suddette categorie iscrivibili alle scuole di specializzazione post-laurea deve essere determinato triennalmente dal Ministero della salute d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero dell’università e della ricerca, secondo le stesse modalità previste per i medici, tenendo conto della rilevazione annuale del fabbisogno;
con nota dell’8 agosto 2025 del Ministero dell’università e della ricerca indirizzata ai rettori, è stato comunicato che è in fase di perfezionamento, insieme al Ministero della salute, al Ministero dell’economia e delle finanze e alla Presidenza del Consiglio, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale verranno ripartiti agli atenei i fondi a copertura dei costi che le università dovranno sostenere per l’erogazione mensile delle borse;
la stessa nota chiarisce che le università potranno emanare i bandi di ammissione alle scuole di specializzazione per l’a.a. 2025/2026 solo indicando i posti con copertura statale che verranno assegnati dal Ministero dell’università e della ricerca con il decreto di riparto, oltre ad eventuali borse aggiuntive finanziate con risorse proprie o di altri soggetti pubblici o privati;
ad oggi, tuttavia, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dalla legge non risulta emanato, determinando una situazione di incertezza che sta di fatto bloccando la pubblicazione dei bandi di accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria non medica per l’a.a. 2025/2026;
tale stallo produce gravi ricadute sui percorsi di formazione post-laurea di migliaia di giovani professionisti e incide negativamente sulla qualità e sulla programmazione del personale specializzato necessario al SSN;
appare inoltre particolarmente critico che l’importo della borsa prevista, pari a 4.773 euro lordi annui (meno di 400 euro al mese), risulti del tutto sproporzionato rispetto a un impegno formativo stimabile in circa 38-40 ore settimanali, con il rischio di rendere tali percorsi scarsamente attrattivi e socialmente insostenibili;
nell’ambito dell’esame dell’A.C. 2678, il Governo ha accolto come raccomandazione un Odg volto ad equiparare le borse di studio di tutti gli specializzandi dell’area sanitaria, medici e non, in armonia con il pieno riconoscimento delle diverse professionalità che operano nel Servizio sanitario nazionale –:
per quali motivi non sia stato ancora emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dall’articolo 8, comma 1-bis, della legge n. 401 del 2000 per la ripartizione delle risorse destinate alle borse di studio degli specializzandi di area sanitaria non medica e quali siano i tempi stimati per l’adozione del suddetto decreto;
quali misure urgenti di competenza si intendano adottare per evitare il blocco dei bandi di accesso alle scuole di specializzazione e garantire la regolare programmazione dell’offerta formativa;
se il Governo non ritenga necessario adottare iniziative normative volte a rivedere l’importo della borsa di studio, al fine di renderlo adeguato all’impegno richiesto agli specializzandi e coerente con la dignità del percorso formativo.