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16 luglio 2020

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Report Ispettori Ue su epidemie di influenza aviaria 2016/2017 in Italia

Categoria: Istituzioni, Sanità animale, Ue

Report Ispettori Ue su epidemie di influenza aviaria 2016/2017 in Italia

E’ disponibile il Report finale dell’audit condotto dalla Direzione generale della Salute e della sicurezza alimentare della Commissione europea in Italia dall’11 al 15 novembre 2019 per valutare l’applicazione delle misure di prevenzione e controllo dell’Influenza aviaria con particolare riferimento all’efficacia (in termini di attuazione) delle misure adottate nelle popolazioni di pollame colpite; all’attuazione del piano di emergenza, al rispetto delle norme relative alle spedizioni per gli scambi all’interno dell’UE di partite di pollame vivo, pulcini di un giorno e uova da cova.

Le autorità competenti italiane hanno contenuto efficacemente la diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità durante la prima ondata dell’epidemia avvenuta tra dicembre 2016 e maggio 2017.

Sebbene il rischio rappresentato dagli uccelli selvatici per la trasmissione della malattia nelle aree colpite fosse molto elevato, l’applicazione di buone misure di biosicurezza e alti livelli di consapevolezza nel settore avicolo hanno contribuito a prevenire un’epidemia più ampia

Durante la seconda ondata dell’epidemia, tra luglio e novembre 2017, c’è stato un rapido aumento del numero di focolai mentre la malattia si diffondeva tra le aziende avicole nelle principali aree colpite del Nord Italia. Il ceppo virale coinvolto, che era altamente trasmissibile, e le condizioni meteorologiche hanno probabilmente contribuirono a quella situazione.

La durata e l’estensione dell’epidemia sono probabilmente dipese da ritardi nell’attuazione dell’abbattimento in aziende avicole già infette o ad alto rischio di infezione e la mancanza di adeguate misure di biosicurezza per prevenire la diffusione in aree con un’alta densità di pollame.

Le autorità competenti hanno saputo analizzare la propria capacità di risposta e hanno preso provvedimenti che, anche se non ancora completamente finalizzati, dovrebbero, se non evitare che un’epidemia di proporzioni simili si ripeta in futuro, migliorare l’efficacia e la capacità di risposta alle prossime epidemie.

Durante l’intera durata dell’epidemia, le autorità competenti hanno adeguatamente mitigato i rischi di trasmissione della malattia ad altri Stati membri.

La relazione contiene raccomandazioni alle autorità competenti italiane volte a rimediare alle carenze individuate e a migliorare l’attuazione delle misure di controllo.

A cura della segreteria SIVeMP