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16 settembre 2020

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PSA in Germania, il Ministero della salute invita UVAC e Servizi veterinari a elevare il livello di preparazione

Categoria: Istituzioni, Sanità animale

PSA in Germania, il Ministero della salute invita UVAC e Servizi veterinari a elevare il livello di preparazione

Il 10 settembre le Autorità tedesche hanno dato comunicazione del ritrovamento nel comune di Schenkendöbern, nel distretto di Spree-Neiße nel Brandeburgo, vicino al confine con la Polonia, a sua volta interessata dall’epidemia, di una carcassa di cinghiale in avanzato stato di decomposizione e che le indagini condotte dal laboratorio nazionale di riferimento (Friedrich Loeffler Institute-FLI), hanno confermato la presenza del virus PSA.

La Commissione Ue ha immediatamente adottato alcune misure provvisorie di protezione contro la peste suina africana in Germania e valuterà l’adozione di ulteriori eventuali misure nel corso del prossimo Comitato permanente per le piante, Animali, alimenti e mangimi previsto per il 23 settembre p.v., e secondo lo sviluppo della situazione epidemiologica.

Il Ministero della salute ha indirizzato una nota ai servizi veterinari territoriali e agli Uvac invitandoli a intraprendere tutte le azioni necessarie a elevare il livello di preparazione nei confronti del contrasto alla introduzione e eventuale diffusione della malattia, così come dettagliato nella manualistica dedicata alla gestione delle emergenze, non ultimo il Manuale delle emergenze da Peste Suina Africana in popolazioni di suini selvatici pubblicato lo scorso mese di luglio.

Gli UVAC provvederanno ad estendere i controlli sulle carni di cinghiale introdotte dai paesi membri inclusi nell’allegato alla Decisione 2014/709 UE alle carni di cinghiale provenienti dalla Germania; i Servizi Veterinari di Regioni e Provincie Autonome si occuperanno della puntuale esecuzione delle attività di sorveglianza e vigilanza veterinaria previste dal piano in vigore in Italia particolarmente per quanto attiene la sorveglianza passiva nel selvatico e nel domestico, la verifica dei livelli di biosicurezza negli allevamenti, l’esecuzione di attività di formazione e informazione nonché di ogni altra attività mirante ad aumentare il livello di consapevolezza e allerta nei confronti della malattia.

 

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