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04 settembre 2023

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PSA: aggiornamenti sulla situazione epidemiologica nazionale

Categoria: Istituzioni, Sanità animale

PSA: aggiornamenti sulla situazione epidemiologica nazionale

Nelle ultime settimane la Peste Suina Africana è stata notificata in quattro allevamenti da ingrasso della provincia di Pavia, in zona libera da PSA, nei comuni di Montebello della Battaglia (primo focolaio) e Zinasco (secondo, terzo e quarto focolaio).

Il focolaio di Montebello della Battaglia è stato confermato dal CEREP il 18 agosto u.s..
L’allevamento, di 166 capi, è stato posto immediatamente sotto sequestro e gli animali ancora vivi sono stati sottoposti alle previste operazioni di abbattimento. L’allevamento, che non rientra in alcuna filiera, detiene suini da ingrasso, è a conduzione familiare, con annesso mattatoio, ed effettua il “tutto pieno -tutto vuoto”. Sono in corso gli opportuni approfondimenti epidemiologici per individuare il possibile veicolo di introduzione della malattia in allevamento.

I successivi tre ulteriori focolai di Zinasco sono stai riscontrati in allevamenti distanti tra loro circa 1,5/3 km e sono stati confermati tra il 28 e il 31 agosto e hanno una consistenza di circa 1000, 2000 e 8000 animali rispettivamente.

Il sospetto nell’azienda sede del primo focolaio è emerso durante un controllo ufficiale effettuato dai servizi veterinari locali, che avevano riscontrato la presenza di diverse carcasse di suini venuti a morte nei giorni precedenti e hanno proceduto al prelievo di campioni, ai sensi dell’Ordinanza del Commissario Straordinario alla PSA.

Anche in questo caso sono state attivate tutte le misure previste dalle norme vigenti, e sono state avviate le indagini epidemiologiche. Dai primi accertamenti è emerso che pur avendo riscontrato un anomalo aumento di mortalità sin dagli inizi del mese di agosto, l’azienda aveva continuato a commercializzare animali inviandoli presso stabilimenti di macellazione oltre che della stessa regione Lombardia anche delle Regioni Veneto ed Emilia Romagna.

Le autorità regionali stanno procedendo ad effettuare i previsti approfondimenti e rintracci di animali e prodotti anche con il supporto dei NAS considerato che dall’allevamento interessato potrebbero essere stati movimentati animali presumibilmente infetti, nonché ad adottare tutte le misure del caso.

Il terzo focolaio è stato rilevato a seguito dei controlli effettuati in esito alla conferma del primo focolaio di Zinasco. Analogamente agli altri focolai si è proceduto ad attivare tutte le misure, i controlli e le verifiche del caso, incluse le operazioni di abbattimento.

Il quarto focolaio è stato riscontrato nell’azienda con numero di capi allevati più consistente, e rientra tra le aziende che nel corso delle indagini epidemiologiche era stata individuata come a rischio per la vicinanza con gli altri due focolai del comune di Zinasco e per le correlazioni epidemiologiche. Gli altri allevamenti che rientrano nel medesimo livello di rischio sono stati controllati con esito sinora favorevole sia dal punto di vista clinico che di laboratorio. Sono in corso le necessarie verifiche delle movimentazioni e le attività di rintraccio.

Secondo quanto riferisce l’autorità regionale per tutti i focolai sono state altresì previste le Zone di Protezione e Sorveglianza ed attivate tutte le misure di controllo e sorveglianza, incluse le operazioni di depopolamento degli allevamenti epidemiologicamente correlati ai focolai confermati, in conformità ai Regolamenti di Esecuzione (UE) 687/2021, 2023/594 e all’Ordinanza n.2 del Commissario Straordinario alla PSA. I territori pertanto saranno successivamente inseriti e classificati come Zona di restrizione parte III ai sensi del Regolamento (UE) 2023/594.

Nel corso dell’UCC tenutasi il 29 agosto è stato stabilito di attivare una straordinaria attività di sorveglianza sulle movimentazioni dei suini, con l’adozione di una serie di misure al fine di tutelare il patrimonio suinicolo nazionale, scongiurare la ulteriore diffusione della malattia, e rinforzare il sistema dei controlli in modo da fornire le necessarie garanzie sanitarie, anche ai fini commerciali. Dette misure, già adottate in via preliminare dalle Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte saranno oggetto di successiva circolare in fase di emanazione.

Sul fronte del selvatico, nelle ultime settimane i casi non sono stati particolarmente numerosi al centro-sud Italia, probabilmente per effetto delle temperature estive particolarmente elevate, mentre in Piemonte e Liguria i casi sono più numerosi, ma i cluster di malattia restano sostanzialmente confinati ed invariati.

In ogni caso è necessario protrarre l’attività di sorveglianza nel selvatico per ridurre le zone di restrizione, evitare la ulteriore diffusione della malattia.
I focolai nel domestico da inizio epidemia al 30 agosto u.s. sono in totale 11, di cui 1 nel Lazio nel 2022, 6 in Calabria e 4 in Lombardia nel 2023. I casi di malattia nei cinghiali notificati da inizio epidemia al 30 agosto u.s. sono in totale 1.050, di cui 269 nel 2022 e 781 nel 2023.
Nello specifico:

  • in Piemonte sono stati notificati 143 casi nel 2022 e 342 nel 2023;
  • in Liguria sono stati notificati 78 casi nel 2022 e 350 nel 2023;
  • nel Lazio sono stati notificati 48 casi nel 2022 (+ 1 focolaio nel domestico) e 43 nel 2023;
  • in Calabria sono stati notificati 16 nel 2023
  • in Campania sono stati notificati 27 casi nel 2023.
  • in Lombardia è stato notificato 3 nel 2023.

Bollettino epidemiologico nazionale della PSA, aggiornato in tempo reale

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