Rassegna Stampa

26 maggio 2026

Le tre azioni vitali del Global Preparedness Monitoring Board (GPMB), l’accordo pandemico globale e la risposta europea

Fonte: beesanitamagazine.it

A un decennio dall’epidemia di Ebola e a sei anni dalla catastrofe del COVID-19, l’evidenza è chiara e spietata: il mondo non è più al sicuro. È quanto si legge nel nuovo rapporto del Global Preparedness Monitoring Board (GPMB), un organismo indipendente di monitoraggio e controllo per garantire la preparazione alle crisi sanitarie globali, presentato il 18 maggio a margine della 79ª Assemblea Mondiale della Sanità, il massimo organo decisionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il titolo è emblematico “World on the Edge: Priorities for a Pandemic‑Resilient Future” e il monito è inequivocabile: il rischio di nuove pandemie sta superando di gran lunga gli investimenti in prevenzione.

Il rapporto analizza un decennio di emergenze sanitarie pubbliche di rilevanza internazionale (PHEIC), dall’Ebola in Africa occidentale al COVID-19 fino al virus del Mpox (vaiolo delle scimmie), valutandone l’impatto sui sistemi sanitari, sulle economie e sulle società. Sebbene nuove iniziative abbiano migliorato alcuni aspetti della preparazione, nel complesso gli sforzi compiuti vengono vanificati dagli effetti crescenti della frammentazione geopolitica, dei danni ecologici e dei viaggi internazionali, soprattutto perché gli aiuti allo sviluppo sono scesi a livelli che non si vedevano dal 2009.