Rassegna Stampa

14 maggio 2026

Hantavirus: errori gestionali, dubbi e risposte che la scienza è chiamata a fornire

Fonte: brainfactor.it

Quarant’anni fa, nell’anno del Signore 1986, lo stesso del disastro nucleare di Chernobyl, veniva accertato il primo caso di quello che sarebbe divenuto popolare come “morbo della mucca pazza”, alias “encefalopatia spongiforme bovina” (BSE) (Wells et al., 1987).

Al precipuo fine di gestire le molteplici lacune conoscitive e, con esse, il potenziale rischio di trasmissione all’uomo relativo a questa nuova entità nosologica, l’unica malattia prionica a comprovata capacità zoonosica (Almond & Pattison, 1997), scese in campo il “principio di precauzione”, espressione “ad hoc” coniata per la prima volta in quell’occasione (Agrimi et al., 1992).

Tale principio muove le premesse dall’analisi del rischio, a sua volta articolata nelle diverse componenti che ne fanno parte, vale a dire “identificazione del pericolo / della noxa”, “quantificazione del rischio”, “gestione del rischio” e “comunicazione del rischio”. Le prime due sono appannaggio della Comunità Scientifica, mentre la gestione e la comunicazione del rischio chiamano in causa sia il mondo scientifico sia il livello politico-governativo.