Rassegna Stampa

04 maggio 2026

Dalla forza meccanica del cuore una potente attività antitumorale

Fonte:

Nel leggere un interessante lavoro recentemente pubblicato da ricercatori italiani sulla prestigiosa Rivista Science (1), mi sono chiesto se le proprietà meccaniche grazie alle quali il cuore manifesterebbe una notevole resistenza nei confronti della trasformazione neoplastica sarebbero parimenti condivise dalla muscolatura liscia e da quella scheletrica presenti nei vari distretti corporei umani e animali.

Questa sorta di refrattarieta’ del cuore nei riguardi della crescita tumorale sarebbe altresì mediata da un’accentuata espressione di nesprina 2, una proteina del citoscheletro nucleo-citoplasmatico contraente legami con i filamenti di actina (1).

A tal proposito, mentre da un lato risulterebbe inconfutabile la reiterata attività contrattile sia della muscolatura scheletrica sia di quella liscia, dall’altro lato la letteratura biomedica indica che le neoplasie maligne del muscolo scheletrico (rabdomiosarcomi) costituirebbero oltre la metà dei sarcomi diagnosticati in età pediatrica (2), mentre i tumori benigni della muscolatura liscia (leiomiomi) uterini sarebbero di comune osservazione nelle donne in età riproduttiva (3).

Sulla base di quanto fin qui esposto, sarebbe pertanto utile valutare l’espressione della nesprina 2 nei succitati tumori della muscolatura scheletrica e liscia, coinvolgenti rispettivamente pazienti pediatrici e adulti (2,3). Così operando, infatti, verrebbero generati ulteriori, significativi dati in merito alla presunta attività regolatoria/inibitoria esercitata dalla nesprina nei confronti della trasformazione neoplastica (1).

In un siffatto contesto, complesso e scientificamente intrigante al contempo, non andrebbe inoltre tralasciato il potenziale ruolo oncogeno-cocancerogeno svolto dall’ipossia e dalle micro-nanoplastiche (MNP). Per quanto riguarda il primo di questi due fattori, un microambiente ipossico giocherebbe un ruolo importante nell’eziopatogenesi dei tumori glomici, alias chemodectomi (4). Poiché il glomo aortico ed il glomo polmonare sono localizzati a livello del distretto cardiaco, ciò andrebbe tenuto in debito conto anche rispetto all’insorgenza di neoplasie originanti da tali strutture chemorecettoriali. Una perdurante condizione ipossico-ipossiemica, comunemente osservabile nei nostri consimili oltre che negli animali che vivono a quote particolarmente elevate, si rinviene altresì associata ad un’accresciuta produzione e rilascio di “hypoxia-inducible factor-1” (HIF-1), un importante mediatore chimico dell’infiammazione (4). E’ bene sottolineare, in proposito, che le flogosi croniche giocherebbero un ruolo particolarmente rilevante nel lungo ed articolato processo di “instabilità genetica progressiva” culminante nella trasformazione neoplastica (5).

Per quanto specificamente attiene alle MNP, la pervasiva contaminazione globale dei mari e degli oceani del Pianeta prodotta dalle stesse costituisce un motivo di fondato allarme (6). Ciò fa il paio con la comprovata capacità delle MNP di raggiungere attraverso la circolazione sanguigna, una volta assunte (per via alimentare in primis), un gran numero di tessuti umani e animali, ivi compresi cervello e cuore, con chiare evidenze di cardiotossicà conseguente ad esposizione prolungata alle microfibre di polistirene (7). In un siffatto contesto, la documentata capacità delle MNP di attrarre e concentrare svariati agenti patogeni protozoari e virali, oltre a batteri antibiotico-resistenti e ad una folta gamma di contaminanti ambientali persistenti – ivi compresi xenobiotici di comprovata cancerogenicità quali PAHs e PFAS – (8), andrebbe attentamente valutata in rapporto allo sviluppo di neoplasie cardiache.

In conclusione, tutte le sopra citate ipotesi e considerazioni appaiono interessanti anche dal punto di vista della patologia comparata e della medicina traslazionale, risultando peraltro in piena assonanza con il principio/concetto della “One Health”, secondo cui salute umana, animale ed ambientale sarebbero strettamente e vicendevolmente interconnesse.

Bibliografia di riferimento
1) Ciucci G, Lorizio D, Bartoloni N, Budini M, Colliva A, Vodret S, Nguyen AV, Ciacci L, Texler B, Cardini B, Oberhuber R, Bindelli S, Del Giudice ILC, Vuerich R, Riccitelli F, Zago E, Finsberg HN, Chiesa M, Perrucci GL, Bussani R, Silvestri F, Maglione M, Dellino GI, Sinagra G, Giacca M, Eschenhagen T, Golino P, Pompilio G, Pelicci PG, Andolfi L, Pinamonti M, Dal Ferro M, Wall S, Loffredo FS, Zacchigna S. Mechanical load inhibits cancer growth in mouse and human hearts. Science 2026;392(6796):eads9412.
DOI:10.1126/science.ads9412.
2) Arndt CAS, Crist WM. Common musculoskeletal tumors of childhood and adolescence. N. Engl. J. Med. 1999;341:342-352.
DOI: 10.1056/NEJM199907293410507.
3) Lewis TD, Malik M, Britten J, San Pablo AM, Catherino WH. A Comprehensive Review of the Pharmacologic Management of Uterine Leiomyoma. Biomed. Res. Int. 2018;2414609.
DOI: 10.1155/2018/2414609.
4) Cao K, Yuan W, Hou C, Wang Z, Yu J, Wang T. Hypoxic Signaling Pathways in Carotid Body Tumors. Cancers (Basel). 2024 Jan 30;16(3):584.
DOI:10.3390/cancers16030584.
5) Ma S, Zhang Y, Fan Z, He F, Li X, Chen R, Wang S, Wei W. Impact of a pro-inflammatory diet on upper gastrointestinal cancer risk: evidence from a population-based cohort in high-risk areas of China. Eur. J. Nutr. 2026; 65(4):127.
DOI:10.1007/s00394-026-03970-4.
6) Di Guardo G. Micro-nanoplastics: a serious threat to whales’ health and conservation. BMJ 2024;386:q2095.
DOI:10.1136/bmj.q2095.
7).Kang H, Huang D, Zhang W, Wang J, Liu Z, Wang Z, Jiang G, Gao A. Propionic acid/FBP1 is involved in polystyrene nanoplastic-induced cardiac injury via the gut-heart axis. Part. Fibre Toxicol. 2025;22(1):10.
DOI:10.1186/s12989-025-00626-9.
8) Di Guardo G. Flood-Associated, Land-to-Sea Pathogens’ Transfer: A One Health Perspective. Pathogens 2023;12(11):1348.
DOI:10.3390/pathogens12111348.

Giovanni Di Guardo, DVM, Dipl. ECVP, Già Professore di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo