Osservatorio intimidazioni

29 ottobre 2018

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Osservatorio intimidazioni

STOP intimidazioni

L’escalation di atti intimidatori e di aggressioni a veterinari pubblici registrata dal sindacato su denuncia dei colleghi coinvolti, è stata per la prima volta affrontata durante un convegno dal titolo: “Efficienza dei servizi veterinari in territori a legalità limitata” organizzato dal SIVeMP a Roma il 12 maggio 2009.

Gli episodi avvengono perlopiù durante l’espletamento di compiti istituzionali volti a tutelare la salute e il benessere delle popolazioni animali, a garantire la sicurezza alimentare e tutelare la salute pubblica, attività dalle quali possono scaturire provvedimenti repressivi o sanzionatori. Talvolta sembrano scollegati dall’attività istituzionale, e vengono portati scientemente a termine al di fuori dell’orario di lavoro.

Durante il convegno il Segretario nazionale del SIVeMP, Dott. Aldo Grasselli presentò all’allora Sottosegretario alla sanità pubblica veterinaria e alla sicurezza alimentare, Francesca Martini, invitata e presente al convegno, la proposta di istituire un Osservatorio sul fenomeno.

Dopo un anno il Ministero della salute istituiva con decreto 30 giugno 2010 l’“Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori e sull’attività di medicina veterinaria pubblica” che però non è passato da una fase di studio del fenomeno ad una fase operativa e di contrasto, tanto che nel 2012 le nostre continue richieste e sollecitazioni sono culminate nel ritiro della nostra delegazione dall’Osservatorio.
La ripresa degli incontri negli anni successivi, non ha prodotto risultati efficaci e tangibili di contrasto al fenomeno e di tutela della categoria.

Il 13 marzo 2018, è stato istituito presso il Ministero della Salute, alla presenza del ministro Beatrice Lorenzin, l’”Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari”. Per dar un contributo all’Osservatorio, nell’occasione il SIVeMP ha fornito al Ministero un dossier di documentazione sull’ampiezza e drammaticità del fenomeno ribadendo le proposte che questo sindacato avanza da oltre 10 anni. In sintesi:

• Assicurare l’assistenza legale alle vittime, anche quando gli atti intimidatori fossero perpetrati da ignoti e al di fuori dell’orario di servizio.
• Riconoscere l’infortunio sul lavoro/la causa di servizio
• Obbligo per le Aziende sanitarie di adottare adeguati correttivi (interventi nei confronti degli aggressori noti/massimo supporto al veterinario vittima di violenza dalle direzioni aziendali / affiancamento e implementazione delle équipe)
• Istituzione di una modulistica apposita e univoca da parte dell’osservatorio e di un registro in ogni ASL in cui annotare tutte le segnalazioni o denunce delle intimidazioni di ogni tipo, con obbligatoria trasmissione periodica dello stesso registro alla Regione, alla Prefettura, e all’Osservatorio presso il Ministero della Salute.
• Costituire uno specifico fondo di solidarietà destinato a risarcire i danni subiti dai veterinari, così come avviene per altre analoghe situazioni di interesse nazionale.
• Escludere i veterinari da azioni repressive e di contrasto ai fenomeni di illegalità diffusa.
• Obbligo di inserimento nel documento di valutazione del rischio nei luoghi di lavoro (DUVRI) del rischio “Violenza e intimidazioni nei confronti dei veterinari”.

Nel frattempo, il SIVeMP chiede a tutti i veterinari di sanità pubblica che siano stati vittime di intimidazioni, minacce, aggressioni e violenze, di compilare, anche in forma anonima, l’apposito questionario, che ci consente di monitorare costantemente il fenomeno.

Questionario