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16 aprile 2019

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Def, mondo agricolo in audizione

Categoria: Istituzioni

Def, mondo agricolo in audizione

I rappresentanti di Confagricoltura, Cia, Coldiretti e Copagri sono intervenuti ieri in audizione davanti alle Commissioni Bilancio Riunite (V Camera e 5a Senato) nell’ambito dell’attività conoscitiva preliminare all’esame del Documento di economia e finanza 2019.

C’è la necessità di intervenire sulla legislazione della riproduzione animale, nel senso di trovare un punto di maggiore liberalizzazione e flessibilità della gestione. In materia di regolamentazione dei mercati, occorre trovare nuove disposizioni in materia di pratiche sleali” ha detto Giorgio Buso direttore dell’area rapporti con il Parlamento di Confagricoltura,.  “Sul commercio estero chiediamo norme per la reciprocità. Per quanto riguarda gli incentivi, riteniamo che non si debbano fare distinzioni tra soggetti in base all’ammontare percepito, e bisogna tenere conto del costo de lavoro e della manodopera sostenuto dalle imprese“.

Vediamo positivamente l’inserimento dei temi agricoli nel documento di programmazione. La semplificazione è un mantra della retorica sull’agroalimentare ma effettivamente un problema. Rappresenta un dispendio di tempi e di costi. I meccanismi burocratici sono da semplificare, non eradicare, perché rappresentano anche una garanzia per la valorizzazione del Made in Italy” ha detto Massimo Fiorio responsabile affari istituzionali e relazioni esterne di Cia. “C’è il tema della ricerca e soprattutto del trasferimento della ricerca dall’ambito accademico alle aziende che operano nel territorio. Il tema emergenziale in agricoltura è all’ordine del giorno, il cambiamento climatico impone un ripensamento degli strumenti anche da questo punto di vista. Penso agli strumenti di assicurazione. Un tema importante è quello delle risorse del fondo di solidarietà nazionale. Altro tema che andrebbe affrontato di più è quello del ricambio generazionale. C’è una questione che riguarda il ruolo delle aree interne di questo Paese. Dobbiamo consentire alle aziende di rimanere in quelle aree. In alcune zone di questo Paese non c’è assolutamente banda senza la quale non possiamo imporre alle aziende una digitalizzazione del loro lavoro“.

Occorre evitare assolutamente l’aumento Iva: l’Iva per il mondo agricolo è un termine di competitività. Ci accingiamo a discutere della riforma della Politica agricola comune. In un momento così delicato ci auspichiamo il coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza, oltre al fatto di dover valutare le condizioni di competitor europei, ma soprattutto extraeuropei. Non possiamo competere con soggetti che hanno un diverso standard rispetto all’ambiente, ai diritti dei lavoratori e soprattutto alla sicurezza alimentare”. Così David Granieri vicepresidente nazionale di Coldiretti. “Occorre porre obiettivi più chiari sull’agricoltura di precisione, cercando di avere al 2021 almeno il 10% della superficie coltivata con metodi di agricoltura di precisione, che significa maggiore efficienza produttiva e maggiore qualità“. Per Coldiretti, inoltre, servono investimenti mirati sulle infrastrutture, la prima fra tutte sicuramente quella idrica. “Abbiamo accolto con favore il Piano invasi. Dobbiamo anche valutare un trasporto merci, che è di fatto un’esigenza anche agricola per la competitività”

La politica agricola non ha il ruolo centrale che invece meriterebbe  ma “si apprezza il forte realismo e pragmatismo” del documento, così come “l’obiettivo dell’esecutivo di esperire la semplificazione delle procedure per reperire risorse da destinare a progetti di eccellenza e di qualità nell’agroalimentare. La semplificazione è infatti un’esigenza particolarmente avvertita. La moderna azienda agricola passa un terzo delle giornate lavorative ad affrontare problematiche di carattere burocratico” ha detto Franco Verrascina Presidente di Copagri. “Il dl Semplificazioni rappresenta solo un primo passo verso la giusta direzione. La sburocratizzazione passa anche attraverso la semplificazione della comunicazione delle banche dati già in possesso della pubblica amministrazione. Occorre inoltre rivedere le procedure connesse all’erogazione degli aiuti comunitari. Altro obiettivo di perseguire è quello di contrastare la frammentazione del comparto agricolo italiano. Rilevanti, per Copagri, sono anche la protezione delle denominazioni protette, le infrastrutture per l’export, una normativa per la messa al bando delle pratiche sleali, la riduzione del cuneo fiscale“.

A cura della segreteria SIVeMP

 

 

 

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