Rassegna Stampa

07 settembre 2026

Animal Health Law, dieci anni dopo. Varisco (IZSLER): “Una riforma riuscita, ora consolidare il modello italiano”

Fonte: onehealthfocus.it

A dieci anni dall’adozione dell’Animal Health Law, Giorgio Varisco, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lombardia ed Emilia-Romagna, traccia un bilancio della riforma europea e del suo impatto sul sistema italiano. Dalla sorveglianza alla capacità di anticipare e gestire i rischi, la Rete IZS è diventata un’infrastruttura nazionale di ricerca, prevenzione e cooperazione in ottica One Health. Restano, però, aperte le sfide della sostenibilità, delle zoonosi alimentari e dell’antimicrobico-resistenza

A dieci anni dall’adozione e a cinque dalla piena applicazione, l’Animal Health Law può essere considerata, nel contesto italiano, una riforma sostanzialmente riuscita sul piano della coerenza giuridica e della capacità di orientare l’azione sanitaria verso un approccio basato sul rischio. La sostituzione di un corpus normativo stratificato in oltre cinquant’anni con un quadro unico ha offerto agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali – e con essi al Ministero della Salute e ai Servizi Veterinari regionali – uno strumento di lavoro più coerente, pur a fronte della persistente complessità applicativa degli atti delegati e di esecuzione che ne completano l’impianto.

Il valore aggiunto specificamente italiano di questo processo risiede nella preesistenza di una Rete di enti sanitari pubblici a competenza tecnico-scientifica diffusa sul territorio, che ha consentito all’Italia di recepire l’AHL non come mero adempimento amministrativo, ma come occasione di rafforzamento di un modello – quello della Rete IZS – già riconosciuto, prima dell’Animal Health Law stessa, come un unicum nel panorama sanitario europeo.