Rassegna Stampa
15 luglio 2026
Ddl caccia: meno scienza, più spazio al fucile
Fonte: scienzainrete.it
Approvato dal Senato lo scorso 23 giugno, il ddl 1552 riscrive la legge 157/92 sulla caccia e sulla protezione della fauna selvatica, ampliando specie, tempi, spazi e strumenti a disposizione dei cacciatori. Dietro le modifiche, un filo conduttore attraversa l’intero provvedimento: i dati scientifici già disponibili vengono sistematicamente accantonati a favore di interessi politici ed economici.
Il 23 giugno scorso il Senato ha approvato il Ddl 1552, a modifica della legge 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma (cioè mammiferi e uccelli) e sul prelievo venatorio. 80 sì, 56 no, due astenuti per questo disegno di legge oggi noto come “ddl Caccia” o “ddl sparatutto” per l’ampia apertura che riserva all’attività venatoria. Il nuovo testo, infatti, affianca alla tutela della fauna selvatica il principio di gestione della stessa, affidata di fatto alla caccia, peraltro una “tradizione nazionale” del nostro Paese. Il testo è ora all’esame della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, con numero di atto C.2984.
Nella pratica, il ddl amplia tout-court le capacità e le possibilità dell’attività di caccia, senza un’analisi multidisciplinare fondata su dati e valutazioni preliminari a giustificare le modifiche proposte. I tempi a disposizione aumentano: la chiusura della stagione di caccia, oggi fissata entro i primi dieci giorni di febbraio per non sovrapporsi ai periodi migratori e pre-riproduttivi di molte specie, potrà slittare più avanti. Aumentano le specie cacciabili, con l’aggiunta dell’oca selvatica e del piccione, e cambia lo status del lupo, non cacciabile ma non più rigorosamente protetto.