Rassegna Stampa
15 luglio 2026
Marchio biologico per i prodotti realizzati con materie prime italiane
Fonte: ilsole24ore.com
Per utilizzare il contrassegno occorrerà rispettare una serie di requisiti e darne comunicazione al ministero dell’Agricoltura
Un contrassegno per individuare più facilmente i prodotti biologici realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia. È il marchio biologico italiano, istituito dal decreto ministeriale 26 maggio 2026 del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste pubblicato in Gazzetta ufficiale il 13 luglio 2026.
I requisiti da rispettare
Il marchio potrà essere usato da tutti gli operatori con sede legale e produttiva all’interno dell’Unione europea i cui i prodotti siano contrassegnati con la dicitura «agricoltura Italia» o «acquacoltura Italia». Per quanto riguarda l’etichettatura, il decreto specifica i criteri che dovranno essere rispettati: innanzitutto, il marchio potrà essere apposto solo in aggiunta al logo di produzione biologica dell’Unione europea. La visibilità del logo nazionale, poi, non potrà in alcun modo sovrapporsi, limitare o sostituire quella dell’etichetta comunitaria. Quest’ultima, infatti, deve essere sempre chiaramente identificabile e conforme alle disposizioni della normativa Ue. Il marchio italiano non può inoltre avere dimensioni superiori a quelle del logo di produzione biologica dell’Unione europea. I due loghi devono essere presentati e disposti nello stesso campo visivo, garantendone la distinzione e la riconoscibilità. Infine, non sarà possibile alterare in alcun modo il marchio: vietato aggiungere testo, modificare la forma o gli elementi visivi, aggiungere effetti grafici come anche l’utilizzo in trasparenza.