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PSA: primo focolaio nel suino domestico in Toscana
Categoria: Istituzioni, Sanità animale
E’ stato notificato un focolaio di Peste Suina Africana in un allevamento di suini della tipologia stabulato nel comune di Comano, in provincia di Massa Carrara.
Il Ministero della salute comunica che l’allevamento, di circa 10 capi, ricade in Zona di restrizione II per accertata circolazione virale nel selvatico, e stando alle prime informazioni pervenute dispone delle misure di biosicurezza rafforzata di cui al Regolamento PSA 2023/594. Si tratta del primo focolaio in suini domestici segnalato nella Regione Toscana.
La positività è stata riscontrata a seguito di mortalità improvvisa di 2 soggetti, e la conferma in prima istanza è stata effettuata dalla sede locale dell’IZS, a cui è seguita la conferma diagnostica ufficiale da parte del Laboratorio del Centro di referenza nazionale per lo studio delle pesti suine (CEREP) presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche (IZSUM).
Il 26 giugno si è tenuta l’Unità Centrale di Crisi per valutare e discutere della situazione epidemiologica e dello stato dell’arte delle prime attività già avviate, stabilire le ulteriori misure da adottare.
Come previsto dalle norme vigenti sono state immediatamente attivate tutte le misure di controllo, tra cui il blocco dell’allevamento infetto e delle movimentazioni, l’avvio dell’indagine epidemiologica volta ad identificare l’origine dell’infezione. Sono altresì state avviate le procedure per l’abbattimento e successiva distruzione delle carcasse.
Inoltre sono state attivate tutte le procedure per i rintracci delle ultime movimentazioni effettuate considerando il periodo a rischio per l’infezione. Al momento sono note 2 movimentazioni dirette allo stabilimento di macellazione per le quali saranno eseguiti i dovuti approfondimenti. Analogamente si procederà ai rintracci di movimenti di mezzi, persone e sottoprodotti di origine animale.
La realtà zootecnica della zona è caratterizzata da allevamenti di piccole dimensioni, che possono presentare un maggior rischio per la diffusione dell’infezione e di conseguenza tutte le misure da intraprendere saranno commisurate al rischio e nel rispetto del principio di massima precauzione.
Oltre a ciò, si procederà, nella zona di restrizione e negli altri allevamenti della filiera, agli approfondimenti del caso e in particolare alla valutazione dei collegamenti epidemiologici con altri allevamenti per stabilire il ricorso all’abbattimento o alla macellazione programmata.
È stato anche stabilito di intensificare la sorveglianza nel selvatico nella zona adiacente il focolaio con incremento della ricerca attiva e immediata rimozione delle carcasse e relativo controllo diagnostico.
Dal punto di vista procedurale, tenuto conto che l’ampiezza delle zone di protezione e sorveglianza (rispettivamente 3 e 10 km di raggio dal focolaio) ricade nel territorio di 2 Regioni (Toscana ed Emilia Romagna), come previsto dall’assetto normativo vigente, il dispositivo di istituzione delle medesime zone sarà adottato dall’Ufficio 3 della Direzione Generale della Salute Animale del Ministero.
La DG Salute Animale ha informato la Commissione europea del caso e provveduto alla notifica del focolaio attraverso i sistemi informativi dedicati.