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Caso di Rabbia in Veneto, le informazioni dal Ministero della salute
Categoria: Istituzioni, Sanità animale
Il Ministero della salute fornisce informazioni sulla positività alla rabbia in un cane residente nel comune di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso.
La conferma del Centro di Referenza Nazionale per la rabbia presso l’IZS delle Venezie è stata eseguita grazie alla prova di Immunofluorescenza diretta effettuata su campioni di sistema nervoso prelevati dal soggetto a seguito di eutanasia effettuata in una clinica veterinaria locale.
L’analisi della sequenza genomica ha evidenziato un elevata similitudine con i virus della rabbia attualmente circolanti in Marocco, paese in cui la malattia è endemica come in altri paesi del Nord Africa.
Da quanto riferito all’Autorità competente locale il proprietario aveva introdotto il cane dal Marocco in Spagna ai primi di dicembre per poi giungere in Italia verso la metà di dicembre 2025 senza seguire le procedure previste. L’animale, nonostante sia stato visitato in Spagna, non è stato sottoposto alle misure preventive previste dalle norme UE in caso di importazione da un paese terzo e per lo più endemico per rabbia come il Marocco.
Il cane dopo 5 mesi dal suo ingresso in Italia è stato ricoverato in una clinica veterinaria il 26 maggio a seguito della comparsa di sintomi neurologici quali forte aggressività e clonia agli arti anteriori ed è stato sottoposto ad eutanasia il 26 maggio stesso.
Al momento sono 10 i cani sicuramente ritenuti sospetti di esposizione al virus in quanto venuti a contatto con il cane positivo nei 10 giorni precedenti la comparsa dei sintomi, mentre sono più di 20 le persone che hanno avuto contatti a rischio anche se con diversi livelli di esposizione, tra i quali anche la proprietaria del cane che è sottoposta a profilassi vaccinale perché morsa durante il ricovero del cane in clinica.
Il 28 maggio si è tenuta l’Unità di crisi centrale che ha deciso di adottare misure preventive per i cani sospettati di esposizione quali l’obbligo di osservazione presso il canile sanitario per una durata di 6 mesi nonché l’adozione di una campagna di vaccinazione obbligatoria antirabbica di tutti i cani e gatti presenti nel Comune di Vittorio veneto (TV) e una campagna informativa.
Nell’ambito della UCC è stato anche discusso il caso di un gatto con sintomatologia sospetta proveniente anch’esso dal Marocco e introdotto da turisti tedeschi. Anche in questo caso si tratterebbe di una importazione irregolare effettuata al di fuori delle previste norme unionali.
I due casi riportati evidenziano i rischi connessi all’introduzione illegale di cani e gatti da paesi dove la malattia è endemica quali ad esempio quelli del Nord Africa