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Dobbiamo essere custodi di un mondo buono, pulito e giusto
Categoria: Dalla Segreteria Nazionale
La scomparsa dell’amico Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food e di Terra Madre, persona instancabile nella diffusione dei valori di cura delle persone e degli ecosistemi, sempre nel segno del rispetto dei luoghi, dei saperi e dei diritti, ci chiama in causa.
Petrini, strenuo oppositore di un modello predatorio di economia, propugnatore dei principi della mobilità dolce e di una filiera del cibo sano che protegge la terra, non era solo un portatore di visione comunitaria ma un costruttore di visioni e di valori, e quei valori sono strettamente coniugati con la funzione etica e professionale della medicina veterinaria.
In molti passaggi chiave, la nostra realtà ha trovato ispirazione anche dal suo lavoro, nelle sue idee e nella costante vicinanza della comunità di Slow Food con la quale anni fa progettammo una strategia in difesa di quelle che io avevo definito “filiere fragili”, cioè l’agricoltura e le zootecnie minori delle nostre valli, elementi essenziali per la tutela del territorio e della biodiversità, del benessere ambientale e animale, e per la valorizzazione estetica del paesaggio.
Ho potuto apprezzare l’umanità e l’amicizia di Carlin, e per onorare il ricordo di un uomo che ha saputo tracciare una strada verso un futuro più giusto e sostenibile, con lo sguardo rivolto primariamente sempre ai bisogni delle comunità, ritengo doveroso salutarlo con un impegno che riguarda tutti noi medici veterinari: ritenerci a ragion veduta e impegnarci quali custodi di un cibo buono, pulito e giusto.
Ma il cibo può essere buono, pulito e giusto solo se il mondo sarà buono, pulito e giusto.
Diceva anni fa Giorgio Bocca: ormai si fanno soldi per fare soldi, per fare soldi, per fare soldi, …. Oggi la ricchezza si concentra nelle mani di poche persone, cresce in modo sproporzionato rispetto alla povertà e si eredita più di quanto si costruisca.
Una ricchezza che sta diventando oscena perché cresce impoverendo il mondo e saccheggiando la sua biodiversità, devastando l’ambiente, esponendo miliardi di persone a bisogni di consumo futile perennemente insoddisfatti e rincorsi in modo compulsivo.
La ricchezza può essere definita come la somma dei beni materiali, finanziari e patrimoniali che una persona o una famiglia possiede.
Ma non deve essere considerata solo per questo: non è solo quanto denaro hai in banca, quale potere ti dà, quanta influenza eserciti sulle scelte politiche e sociali, ma anche quanto accesso hai ai servizi, quale ambiente abiti, che tutele ha la tua salute e la tua fragilità senile, quali opportunità hanno i tuoi figli, e quali diritti immateriali ti sono garantiti.
La concentrazione della ricchezza a livello globale ha superato livelli storici: l’1% più ricco del mondo possiede più ricchezza del 99% restante. Le fortune dei miliardari crescono di 2,7 miliardi di dollari al giorno. Mentre 800 milioni di individui non hanno il cibo quotidiano necessario.
In un “mondo economico” sembra che tutto sia indissolubilmente legato al potere finanziario, un potere che riscuote una vasta cupidigia di servilismo.
Senza soldi non sei nessuno. Senza risorse dove vai?
Questo non è vero o è vero solo in minima parte!
Le risorse puoi trovarle, puoi persino averne in abbondanza, ma quello che ti serve è una visione.
Se non hai una visione, come il coraggio di manzoniana memoria, non te la puoi dare.
La nostra visione ce l’ha lasciata Carlin Petrini: “Chi semina utopia raccoglie realtà”.
Aldo Grasselli
Segretario Nazionale