Rassegna Stampa
12 maggio 2026
Dov’erano gli hantavirus prima che li scoprisse tutto il mondo
Fonte: ilpost.it
Da un fiume coreano fino alla casa di Gene Hackman, la storia di come li abbiamo scoperti, studiati e ci abbiamo avuto a che fare è sempre rimasta ai margini del dibattito
Prima del focolaio sulla nave da crociera Hondius, molte persone avevano sentito parlare di hantavirus per il caso di cronaca intorno a Gene Hackman, l’attore statunitense trovato morto nel 2025 nella propria abitazione nel New Mexico. Hackman non era morto a causa del virus, ma di stenti per via della malattia di Alzheimer e senza nessuno che potesse accudirlo. La sua tutrice, la moglie Betsy Arakawa, era infatti morta una settimana prima a causa di una sindrome polmonare da hantavirus.
La coppia viveva isolata e furono necessari giorni prima che fosse scoperta la morte di entrambi. La morte di Hackman fu ampiamente ripresa dai media, soprattutto per raccontare la sua lunga carriera da attore, mentre l’infezione da hantavirus che aveva ucciso Arakawa passò velocemente in secondo piano. Non c’era un pericolo per la popolazione in generale, che aveva già dovuto affrontare anni di pandemia da coronavirus, e gli hantavirus furono rimossi dall’attenzione pubblica come del resto era avvenuto da decenni, nonostante la loro pericolosità.
Sappiamo con certezza che cosa sono gli hantavirus dalla fine degli anni Settanta, soprattutto grazie al lavoro del virologo sudcoreano Ho-Wang Lee. Durante la guerra di Corea, che consolidò la divisione tra Corea del Sud e del Nord nei primi anni Cinquanta, oltre 3mila soldati si erano ammalati di una grave forma di febbre emorragica con un tasso di letalità che arrivava al 15 per cento. I soldati passavano rapidamente da una fase di febbre a un’insufficienza renale acuta, senza che fosse chiara la causa della malattia.