Rassegna Stampa

06 maggio 2026

Abbiamo “salvato” la megattera per il suo bene o per il nostro?

Fonte: ilpost.it

La stressante e probabilmente inutile operazione per liberarla dal mar Baltico dice molto del nostro rapporto con gli animali

Dopo essere rimasta arenata per oltre due mesi nelle acque basse del mar Baltico, a nord della Germania, sabato una megattera lunga dodici metri e pesante dodici tonnellate è stata trasportata su una chiatta e liberata nel mare del Nord. Secondo gli scienziati è molto improbabile che sia sopravvissuta, perché era ferita al momento dell’arenamento e le sue condizioni si erano aggravate per la bassa salinità del Baltico. Un trasmettitore applicato prima di liberarla avrebbe dovuto permettere di seguire i suoi spostamenti, ma i dati non sono stati resi pubblici, e la squadra di esperti coinvolta nel salvataggio si è sciolta dopo aver litigato sulle responsabilità di alcune decisioni.

La vicenda è stata raccontata dai media di mezzo mondo e seguita con grande partecipazione: per la difficoltà e i rischi delle operazioni private di salvataggio, finanziate da due imprenditori milionari tedeschi, e per le divergenze tra gruppi privati e funzionari pubblici. Sarebbe stato più ragionevole e “umano” lasciar morire la megattera secondo le autorità locali e diversi scienziati, ma non secondo una parte della popolazione e dell’opinione pubblica, che intanto si era affezionata all’animale, soprannominato dai giornali tedeschi Timmy, dal nome di una località balneare (Timmendorfer Strand) vicino al banco di sabbia in cui era rimasto incagliato.