Rassegna Stampa
18 febbraio 2026
Vecchio farmaco aumenta sopravvivenza infezione da H5N1
Fonte: Agi
Il farmaco antinfluenzale baloxavir marboxil migliora la sopravvivenza e riduce il danno a polmoni e cervello nei furetti infettati con ceppi altamente patogeni di influenza A(H5N1) di origine aviaria o bovina, con maggiore efficacia in un regime a tre dosi. È quanto emerge da uno studio pubblicato il 18 febbraio 2026 su Science Translational Medicine e guidato da Jeremy Jones dello St. Jude Children’s Research Hospital. I risultati suggeriscono la necessità di ulteriori valutazioni del baloxavir come possibile terapia contro ceppi gravi di H5N1. L’H5N1, normalmente presente negli uccelli, può infettare l’uomo causando malattie molto severe.
Negli ultimi anni il virus si è diffuso anche tra allevamenti di bovini da latte in Nord America, provocando decine di casi e diversi decessi tra gli allevatori. Attualmente gli antivirali antinfluenzali ampiamente utilizzati sono due: oseltamivir e baloxavir marboxil, approvati principalmente per l’influenza stagionale. Per valutare l’efficacia del baloxavir contro H5N1, i ricercatori hanno somministrato una, due o tre dosi del farmaco a furetti prima o dopo l’infezione con virus di origine aviaria o bovina.
Rispetto ai controlli, il trattamento ha ridotto la carica virale, limitato il danno polmonare e aumentato i tassi di sopravvivenza. Il regime a tre dosi si è dimostrato il più efficace. Lo studio ha inoltre evidenziato alcuni segni iniziali di resistenza al baloxavir, osservati però raramente e potenzialmente associati a una minore fitness virale. Gli autori chiedono ulteriori studi per definire dosaggi ottimali e valutare possibili terapie combinate, al fine di determinare l’idoneità del baloxavir nella gestione di focolai locali o di eventuali pandemie emergenti di H5N1.