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Sanità e apicoltura, sfide e opportunità
Il SIVeMP al workshop del Ministero della Salute
Categoria: Intimidazioni, Sanità animale
Si è tenuto stamattina a Roma, nella sede del Ministero della salute, il workshop ‘Sanità e apicoltura, sfide e opportunità’, un evento di ampio rilievo nazionale, organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (IZSAM), su mandato del Ministero della Salute.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività governative a favore del comparto apistico e rappresenta un momento di confronto fondamentale tra istituzioni, associazioni di categoria, esperti e operatori del settore, con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario veterinario e promuovere un approccio integrato secondo la visione One Health .
“Le api rivestono un ruolo essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi, per la sicurezza alimentare e per la salute animale. Rappresentano, a pieno titolo, indicatori biologici della qualità ambientale e contribuiscono, attraverso l’impollinazione, alla conservazione della biodiversità e alla produttività agricola. In questo senso, la loro tutela si inserisce pienamente nell’approccio ‘One Health’, che da subito abbiamo sposato al ministero, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, salute animale e salute dell’ambiente. La protezione delle api non è quindi soltanto un dovere ambientale; è una priorità sanitaria, economica e sociale” ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci.
“Con questa consapevolezza, il Ministero della Salute è impegnato fortemente nell’adozione di politiche integrate che, nel rispetto della normativa europea e nazionale, valorizzino il settore apistico e promuovano modelli di produzione sostenibili, in grado di garantire al contempo la qualità degli alimenti, la salute degli animali e la salvaguardia dell’ambiente“, ha sottolineato il ministro. “L’Italia – ha ricordato Schillaci – è una nazione che ha sempre guardato alla salute con una visione globale. La recente istituzione, all’interno del Ministero, del dipartimento ‘One Health’, struttura innovativa e unica in Europa, rappresenta un passo significativo verso una governance più efficace, capace di affrontare in modo trasversale e coordinato le sfide sanitarie ed ecologiche del nostro tempo.
Sono certo che i lavori odierni potranno offrire spunti concreti per rafforzare le sinergie tra istituzioni, mondo scientifico e operatori del settore, nella consapevolezza che la salute delle api è strettamente legata alla salute della nostra Nazione“.
Nel settore dell’apicoltura e della produzione del miele “è importante la difesa della qualità dei prodotti, che è l’elemento alla base del benessere e della salute. Le produzioni derivanti dall’apicoltura non sono tutte uguali e un sistema virtuoso come quello europeo e, in particolare, quello italiano, con le sue 22.000 tonnellate di prodotto annuo, devono essere protette rispetto a sofisticazioni e da mieli di qualità più scadente provenienti da altre nazioni” ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Il Ministro ha ricordato la correlazione tra la salute e chi produce, ha ribadito l’importanza della biodiversità e di garantire il “Made in Italy”. “E allora – ha concluso Lollobrigida – l’azione deve essere quella di protezione. Stiamo lavorando sulla direttiva Breakfast, molto allineati con chi ritiene che vada specificato nel dettaglio l’elemento di provenienza, l’utilizzo industriale, le definizioni che permettono alla persona che acquista e consuma di discernere, di comprendere che cosa sta comprando e quindi scegliere se vuole ragionare sulla base del prezzo e basta“.
“Le sfide del settore sono quelle da un lato di un comparto importante, 22mila tonnellate di miele prodotto, quindi un comparto che coinvolge 78.000 mila produttori e che ci dà un prodotto sano, salubre, che addirittura può avere degli impatti positivi quantomeno e sicuramente nella aderenza a una dieta che previene patologie”, ha detto a sua volta il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. “La produzione deve avvenire in sicurezza e ciò che oggi si sta facendo è dare delle linee guida che ottemperino a quelli che sono i dettami europei, ma non in maniera caotica e stringente. E soprattutto, nell’interesse degli italiani e nell’interesse di chi consuma miele, si abbia la certezza di di produrre e consumare prodotti sicuri”. “Oggi vogliamo dimostrate l’importanza della salute unica. E’ necessario investire in prevenzione per far vivere meglio gli italiani riducendo il rischio da patologie e valutare nuovi modelli organizzativi dove la prevenzione va potenziata” ha concluso il Sottosegretario.
Al Workshop sono intervenute anche due rappresentanti del SIVeMP per esprimere il costante lavoro dei medici veterinari sul territorio per garantire la salute animale, la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità e degli ecosistemi e a sostegno di una filiera, quella del miele, che più di altre è emblema di salute unica e biodiversità.
“Per garantire la qualità delle produzioni, richiamata più volte dai Ministri in questo convegno, è necessaria la formazione degli operatori del settore ma anche dei medici veterinari, che può essere sicuramente implementata grazie allo sblocco delle borse di studio per i medici veterinari specializzandi in modo da formare non solo gli specialisti di oggi ma anche quelli di domani e incrementare la loro presenza nel settore” ha detto Gaia Autorino, delegata dal Segretario Nazionale SIVeMP in qualità di esperta in formazione e comunicazione.
Autorino ha richiamato anche la necessità di una maggiore sinergia fra gli attori della sorveglianza quindi fra Servizi veterinari e associazioni del settore apistico sia per comprendere meglio le necessità degli operatori del settore sia per favorire la sorveglianza passiva che costituisce uno dei pilastri del Regolamento (UE) 2016/429 ossia la normativa europea di sanità animale.
Con riferimento al ruolo delle api come sentinelle di salute, Autorino ha infine rinnovato l’appello all’aggiornamento delle “Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agrofarmaci” che risalgono al 2014.
L’intervento di Daniela Martino Direttore ff. UOC Servizio Sanità Animale dell’Asp Messina e Segretario Aziendale SIVeMP, ha riguardato l’esperienza di gestione della recente emergenza Aethina tumida in Sicilia, una regione con un patrimonio apistico complessivo di 2500 di apicoltori a fronte di un numero di apiari nettamente più alto. “Nella sola provincia di Messina ci sono 512 apicoltori ma i Servizi Veterinari devono controllare 1400 apiari, un attività che fino a settembre 2024 veniva eseguita da un solo dirigente veterinario che oltretutto ha avuto un infortunio intercorso dal momento del sospetto della presenza di Aethina tumida a quello della conferma” ha sottolineato Martino. “L’apicoltura Siciliana ha un buon livello di produzione e rappresenta un importante elemento economico, minacciato però dai cambiamenti climatici e dal conseguente arrivo di insetti alieni nocivi che rischiano di decimare il patrimonio e le produzioni apistiche in 24/48 ore. Anche per questo senza le associazioni di categoria la Sanità pubblica non potrà risolvere nessun problema” ha concluso Martino.
A cura della Segreteria SIVeMP

