Rassegna Stampa

01 marzo 2019

Un allevamento di bisonti in Italia? Perché no

Fonte: Agronotizie

Scomparsi dall’Europa, i bisonti tornano a popolare l’Italia. E’ l’avventura di Massimiliano Gatti, che in Umbria ha avviato tra mille difficoltà il primo allevamento di bisonti

Parli di bisonti e pensi alle praterie statunitensi, agli indiani e ai cowboy. In pochi però sanno che questo maestoso animale, che può arrivare a pesare una tonnellata, è vissuto anche in Europa (e in Italia) prima che la caccia e la distruzione del suo habitat lo portassero all’estinzione. Perché allora non farlo tornare nel nostro paese, precisamente a Macchie Castiglione del Lago (Perugia)? E’ stato questo il pensiero di Massimiliano Gatti, titolare della Carni pregiate, che ha avviato il primo allevamento in Italia di bisonti.

“Sono rimasto folgorato dalle qualità della carne di bisonte la prima volta che l’ho assaggiata, nel 2015”, spiega ad AgroNotizie Gatti, programmatore informatico ed ex manager nel settore agroalimentare, la cui famiglia aveva un allevamento di cavalli. “E’ tenera ma non grassa, ha una rotondità mostruosa e un sapore unico. In Italia tuttavia di allevamenti non ce n’erano. Da qui la decisione di volermi cimentare con questo animale”.

Quali sono le difficoltà maggiori che ha dovuto affrontare?
“Prima di tutto burocratiche. Ci ho messo tre anni per ottenere tutti i permessi necessari all’avvio dell’allevamento. Ho dovuto poi studiare molto la fisiologia del bisonte e ho trascorso otto mesi in Canada per imparare ad allevarlo”.