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03 luglio 2026

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Stallo specializzazioni, 3169 firmano la lettera ai Ministri

Chiesto lo sblocco immediato e revisione del sistema

Categoria: Accesso Ssn, Formazione specialistica

Stallo specializzazioni, 3169 firmano la lettera ai Ministri

E’ stata sottoscritta da 3169 firmatari la lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai Ministeri dell’Università e della Ricerca, della Salute e dell’Economia e delle Finanze, agli uffici tecnici competenti, nonché ai Magnifici Rettori delle Università coinvolte e al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) sullo stallo delle Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria non Medica.

L’iniziativa è nata dalla mobilitazione di aspiranti specializzandi e specializzandi delle Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria non Medica, avviata anche attraverso la manifestazione nazionale del 24 maggio 2026, con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni le criticità che da mesi interessano il settore della formazione specialistica, e ha raccolto l’adesione di: ABIFB – Associazione dei Biologi Italiani e dei Futuri Biologi, ADI – Associazione Dottorandi e Dottori in Ricerca in Italia, Chi si cura di te?, Coordinamento AIFM Giovani, FASSID (AIPaC AUPI SIMeT SiNaFO SNR), FLC CGIL, FVM – Federazione Veterinari Medici e Dirigenti Sanitari, L.A.Psi – Libera associazione Psicologi, LINK – Coordinamento Universitario, Primavera degli Studenti, PsyPlus ETS, ReNaSFO ETS – Rete Nazionale degli Specializzandi in Farmacia Ospedaliera Ente del Terzo Settore, Rete della Conoscenza, SIVeMP – Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica, Unione degli Studenti, UDU – Unione degli Universitari.

I sottoscrittori – fra i quali Direttori delle Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria non Medica, Professori e Ricercatori, Dirigenti di area Sanitaria Medica e non Medica, Aspiranti Specializzandi di Area Sanitaria non Medica, Specializzandi di Area Sanitaria di area medica e non Medica, chiedono al Governo di:

  • Completare con la massima urgenza l’iter dei provvedimenti necessari all’avvio delle Scuole di Specializzazione dell’Area Sanitaria non Medica, superando il blocco dovuto alla mancanza dei decreti attuativi che rendono esecutiva la legge vigente. A tal fine, preso atto dell’uscita del Decreto Attuativo per la Legge di Bilancio di dicembre 2024, si richiede l’emanazione dei Decreti Attuativi per il biennio 2025-2026 e il relativo allegato di riparto posti, comprensivi della ripartizione dei fondi prevista per il biennio, per consentire alle Università di procedere alle immatricolazioni e all’inizio delle attività formative.
  • Fornire una comunicazione pubblica e trasparente sullo stato dell’iter amministrativo, sulle cause dei ritardi accumulati e sulle tempistiche realistiche previste per la conclusione delle procedure.
  • Promuovere un coordinamento istituzionale tra tutte le professioni sanitarie coinvolte, garantendo uniformità di trattamento e un dialogo costante con le rispettive rappresentanze.
  • Predisporre indicazioni chiare per tutti gli Atenei sulle modalità di gestione dell’inizio dell’anno accademico.
  • Valutare ogni soluzione utile a consentire l’avvio delle scuole anche nelle more della conclusione dell’iter amministrativo, prevedendo eventualmente l’assegnazione delle borse in un momento successivo, così da non bloccare ulteriormente percorsi formativi già selezionati e programmati e da garantire risorse necessarie al SSN.
  • Prevedere la proroga delle graduatorie e delle procedure amministrative già espletate, affinché eventuali ritardi imputabili alle amministrazioni non comportino ostacoli per l’immatricolazione dei candidati aventi diritto all’attuale anno accademico.
  • Garantire l’accesso alle borse di studio a tutti i professionisti sanitari legittimati dalla normativa vigente, chiarendo espressamente che, per quanto riguarda la categoria dei biologi, i benefici previsti dall’art. 8 della Legge n. 401/2000 si applicano all’intera categoria professionale e non ai soli laureati in Biologia. Si chiede pertanto di assicurare che i laureati in Biotecnologie che abbiano conseguito l’abilitazione professionale possano accedere alle borse di studio e ai percorsi di specializzazione alle medesime condizioni previste per gli altri appartenenti alla categoria professionale, evitando interpretazioni restrittive che determinerebbero un’ingiustificata disparità di trattamento.
  • Promuovere una revisione dell’importo delle borse di studio previsto dalla Legge 30 dicembre 2024 n. 207, affinché sia maggiormente coerente con l’impegno richiesto e con il ruolo strategico svolto da queste figure professionali all’interno del sistema sanitario. Si chiede inoltre che venga previsto un meccanismo di aggiornamento periodico dell’importo delle borse indicizzato all’inflazione e al costo della vita, al fine di evitarne la progressiva perdita di potere d’acquisto nel corso degli anni.
  • Procedere all’abrogazione, o quantomeno alla revisione della disciplina sui limiti reddituali applicabili agli specializzandi dell’area sanitaria non medica, derivante dall’applicazione della Legge n. 398 del 1989 e del Decreto Interministeriale del 19 aprile 1990, al fine di garantire che lo svolgimento della specializzazione non precluda la possibilità di svolgere altre attività lavorative. In particolare, si chiede di superare l’attuale soglia di reddito personale complessivo annuo lordo pari a 7.750 euro. A tal proposito, si evidenzia che in base alla legge istitutiva stessa è espressamente previsto il riconoscimento minimo di una borsa di studio pari a 6.713,94 euro annui, valore che risulta superiore rispetto ai 4.773,00 euro attualmente stanziati. Risulta pertanto contraddittorio applicare un limite reddituale obsoleto di 7.750,00 euro che, rimasto sostanzialmente invariato da oltre trent’anni, penalizza ingiustamente chi si trova nella necessità di integrare il proprio percorso formativo con un’attività lavorativa aggiuntiva.
  • Garantire la completa equiparazione economica, previdenziale, assistenziale e contrattuale degli specializzandi dell’area sanitaria non medica rispetto ai medici in formazione specialistica, ai quali è riconosciuto un contratto di formazione-lavoro ai sensi del Decreto Legislativo n. 368 del 1999.

Questi interventi, pur necessari nell’immediato, non esauriscono le criticità di un sistema che appare inadeguato non solo nei suoi importi e nei suoi vincoli, ma nella sua stessa natura giuridica. Ferma restando la priorità assoluta dello sblocco immediato delle scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica, senza il quale qualsiasi altra considerazione rimane priva di oggetto, si chiede, pertanto, di avviare un percorso di revisione strutturale del sistema di sostegno economico agli specializzandi, con l’obiettivo di superare l’attuale modello basato sulle borse di studio, in favore di un ordinamento che riconosca pienamente il ruolo professionale degli specializzandi e garantisca una remunerazione adeguata, nonché i diritti e le tutele connessi al percorso di formazione specialistica.

La questione non riguarda soltanto le legittime aspettative di migliaia di giovani professionisti, ma coinvolge direttamente il futuro del Servizio Sanitario Nazionale, che necessita di figure altamente specializzate per garantire servizi essenziali ai cittadini. Ogni ulteriore ritardo rischia di aggravare carenze già esistenti e di compromettere il ricambio generazionale in settori strategici della sanità pubblica.