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17 giugno 2022

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PSA. Patuanelli: adeguamento BD Ispra e modifiche l. 157/92

Categoria: Istituzioni, Sanità animale

PSA. Patuanelli: adeguamento BD Ispra e modifiche l. 157/92

Il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli ha risposto il 15 giugno in Aula alla Camera a una serie di interrogazioni parlamentari.

Iniziative per sostenere il comparto della pesca e dell’acquacoltura a fronte dell’aumento dei costi di
produzione – n. 3-03021; Iniziative per contrastare la massiccia infestazione di cavallette verificatasi in Sardegna – n. 3-03022;; Iniziative, in ambito europeo, per salvaguardare la produzione
agricola – n. 3-03023; Elementi e iniziative in merito alla prevenzione e al contenimento della peste suina africana – n. 3-03024. (Qui il resoconto stenografico della seduta)

Questa la risposta del Ministro Patuanelli all’interrogazione 3-03024 che chiedeva “quanti interventi fino ad ora siano stati realizzati per prevenire in modo definitivo la diffusione della peste suina africana sul territorio italiano e in che modo si intendano garantire le adeguate misure di controllo e di contenimento”:

Ringrazio gli onorevoli interroganti. Non posso che iniziare ricordando la competenza primaria di altri Dicasteri sulla questione rappresentata e rispondo ovviamente con il contributo avuto anche dagli uffici del Ministero della Salute e del Ministero della Transizione ecologica.

La criticità nella gestione del cinghiale è all’attenzione del Governo anche, ovviamente, a seguito dell’emergenza derivante dalla PSA, per la quale sono state messe in atto misure emergenziali. Al riguardo, ISPRA ha reso noto che sta aggiornando la banca dati relativa ai cinghiali che sono stati abbattuti nel Paese in situazioni di caccia, sia di selezione che di controllo, nonché dei danni registrati nel territorio, attuando una revisione delle stime circa la consistenza della specie, cresciuta esponenzialmente. Parallelamente, l’Istituto sta valutando i piani regionali di intervento urgente sulla PSA, che consentono di aggiornare ulteriormente i dati circa la presenza degli ungulati e degli abbattimenti programmati.

Sui piani che sono stati presentati da- quasi tutte le regioni ISPRA ha già risposto sottolineando alcune carenze e le regioni ora dovranno adeguarli alle istruzioni ricevute da ISPRA. È in atto, inoltre, un confronto tra i Ministeri coinvolti e le regioni per una revisione dell’articolo 19 della legge n. 157 del 1992 che porti a individuare le misure più efficaci, efficienti e scientificamente comprovate per risolvere in modo rapido e definitivo il problema della sovrappopolazione degli ungulati. Per garantire adeguate capacità di controllo del bracconaggio si sta provvedendo ad un rafforzamento degli organi di vigilanza mediante l’ampliamento dei soggetti di cui potranno avvalersi gli agenti di polizia provinciale, regionale e municipale per l’attuazione dei piani approvati dalle regioni.

Riguardo agli interventi, ricordo che sono già stati previsti nella strategia di controllo e contenimento della malattia approntata nell’ambito dell’Unità centrale di crisi per la PSA e traslata nei provvedimenti adottati dal Governo con il decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 29 del 2022, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana, e con l’ordinanza del Commissario straordinario della peste suina africana 1/2022 del 22 marzo 2022. L’articolo 2, commi da 2-bis a 2-quinquies, della citata legge regolamenta, infatti, proprio l’acquisizione, la messa in opera e il finanziamento delle recinzioni, dando mandato al commissario straordinario che sta ponendo in atto le misure necessarie, relazionando periodicamente tutti i Ministeri competenti. La realizzazione delle recinzioni che seguono il perimetro della zona infetta, in conformità alla strategia di cui al Documento SANTE/7113/2015, approccio strategico alla gestione della peste suina africana in Europa, è finalizzata ad impedire ai cinghiali presenti nella zona infetta di muoversi verso zone indenni, e quindi diffondere la malattia in territori limitrofi.

Tali recinzioni saranno progressivamente allargate e spostate laddove l’evolversi della situazione epidemiologica obblighi l’autorità sanitaria competente ad estendere e modificare l’area infetta. Ricordo, infine, che il citato decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, all’articolo 2 prevede un fondo di 10 milioni di euro per l’installazione delle suddette recinzioni.

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