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PSA in provincia di Roma, informazioni e prime misure di controllo
Categoria: Istituzioni, Sanità animale
Il Ministero della salute fornisce informazioni sul riscontro di quattro casi di Peste Suina Africana (PSA) rilevati in altrettante carcasse di cinghiale rinvenute in Provincia di Roma, nel Comune di Riano.
Il primo ritrovamento e la prima conferma sono del 27 agosto 2026, gli altri casi sono stati rinvenuti e confermati nelle giornate successive a seguito dell’incremento dell’attività di ricerca attiva delle carcasse, tempestivamente programmata ed effettuata dal giorno successivo al primo ritrovamento.
La carcassa del primo animale positivo è stata rinvenuta a seguito di una segnalazione; l’età dell’animale è stata stimata tra i 6 e 18 mesi e, dalle prime ipotesi, la morte è stata fatta risalire a circa quattro giorni precedenti il ritrovamento, informazione utile per stabilire il periodo a rischio su cui calibrare le attività di controllo e rintraccio. L’animale è stato ritrovato a bordo strada, pertanto potrebbe essere deceduto a causa di incidente stradale.
Appena ricevuta la conferma di positività si sono svolte le riunioni del GOE e dell’UCC per definire la zona infetta e valutare le prime misure da adottare. In seguito alle ulteriori conferme si è svolta una riunione di aggiornamento tecnico.
Le autorità veterinarie regionali e locali hanno immediatamente avviato le attività previste dalla normativa unionale e nazionale vigente (controlli negli allevamenti ricadenti in zona infetta, intensificazione della sorveglianza, etc.) e sono in corso le indagini epidemiologiche finalizzate a individuare l’origine dell’infezione e le caratteristiche del virus al fine di identificare se si tratta di una nuova introduzione virale nella zona.
La provincia di Roma era stata dichiarata ufficialmente indenne dalla PSA nel gennaio 2025 a seguito dell’ondata di infezione che aveva interessato l’area metropolitana di Roma nel maggio 2022.
La proposta di zona infetta approvata dalla UCC è stata accolta favorevolmente dalla Commissione Europea ai fini dell’adozione della pertinente Decisione, di imminente pubblicazione, che stabilirà la zona infetta e la durata della stessa prima nell’inclusione in zona di restrizione parte II.
Sono in fase di valutazione anche le limitazioni alle attività antropiche nell’area infetta.