Rassegna Stampa

08 giugno 2023

Zanzare, zecche e flebotomi: gli effetti del clima sui vettori biologici

Fonte: vet33.it

Temperature in aumento e precipitazioni ridotte, le conseguenze del cambiamento climatico sulle infezioni trasmesse da artropodi come zecche e zanzare.

Mai sottovalutarli perché piccoli (a volte non superano i pochi millimetri) e invertebrati. Gli artropodi, infatti, come zanzare, zecche e flebotomi, possono diventare molto pericolosi per l’uomo e per gli altri animali. E questo per la loro specifica predisposizione a farsi vettori di organismi patogeni (virus, batteri, protozoi e metazoi) di cui diventano il veicolo biologico d’elezione nel passaggio da un ospite all’altro. Due le classi degli artropodi da guardare con particolare attenzione: quella degli aracnidi e quella degli insetti. All’interno della prima solo gli acari hanno un rilievo sanitario (come le zecche Ixodidi, principali vettori di agenti patogeni, virali e batterici, in Europa), mentre gli insetti offrono un ventaglio più ampio da monitorare: Blattidi, Emitteri, Afanitteri e Anopluri e Ditteri. Questi ultimi, nello specifico, includono i vettori delle principali malattie o patologie infettive: quali la malaria (zanzare del genere Anopheles), le leishmaniosi (flebotomi), le tripanosomiasi africane (mosche tse tse), le filariosi (diverse specie di ditteri), e molte gravi infezioni da arbovirus, quali la febbre gialla e la dengue (zanzare del genere Aedes).