Rassegna Stampa

16 giugno 2022

Wet market: analizzare il DNA ambientale per scovare specie vietate e protette in vendita

Fonte: ilfattoalimentare.it

Nonostante gli impegni e le dichiarazioni di alcuni governi dei primi mesi di pandemia, sui wet market non si segnalano novità di rilievo. Sono ancora tutti operativi, con le stesse norme di prima, cioè quasi senza regole. In decine di paesi continua la vendita di animali delle specie più varie, spesso selvatici, a volte macellati sul posto, tenuti in promiscuità con altre specie e con le persone, e non di rado a rischio estinzione, nonostante i divieti.

Per contrastare più efficacemente il fenomeno, almeno per quanto riguarda il pesce (ma, potenzialmente, per qualunque animale o pianta), i ricercatori del laboratorio di conservazione forense dell’Università di Hong Kong hanno messo a punto un metodo che, sfruttando le tecnologie più innovative nell’ambito del sequenziamento genetico, riesce a identificare decine di specie diverse con un singolo campionamento, e a dimostrare così, in tempi molto rapidi, l’eventuale presenza di specie protette. Come illustrato su Methods in Ecology and Evolution, ciò è possibile grazie al DNA ambientale o eDNA (da ‘environment’), ottenuto prelevando campioni in cinque giorni diversi, appunto, nell’ambiente, in questo caso dalle acque di scolo di tre mercati di Hong Kong. La tecnologia oggi permette di ottenere sequenze complete anche da piccole quantità di materiale di base, e di identificare contemporaneamente decine o centinaia di entità singole, grazie alla metagenomica.