Rassegna Stampa

24 maggio 2022

Vaiolo delle scimmie: iniziamo a non ospitare in casa animali selvatici o esotici

Fonte: huffingtonpost.it

Ben 400 specie hanno potenzialmente un agente infettivo in grado di ammalare l’essere umano

Il vaiolo delle scimmie si sta diffondendo in tutto il mondo, anche in Paesi come l’Italia che non hanno mai sperimentato prima questa malattia, endemica nel continente africano. Il messaggio che ci dà questo virus riemergente non va ignorato. Dopo il Covid siamo di nuovo di fronte a un virus zoonotico, ovvero proveniente da animali. Siamo entrati nell’era delle zoonosi, in cui le malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo rappresentano il 70% delle malattie infettive emergenti. La grandissima maggioranza di esse arriva dalla fauna selvatica. Anche il vaiolo delle scimmie è una malattia trasmessa da animali selvatici, come ratti, topi, e altri roditori selvatici. Il Monkeypox non è il solo virus che dai primati passa all’uomo con il tramite di piccoli mammiferi selvatici. Il più terribile di tutti è il virus Ebola, che sta flagellando il Congo con la quattordicesima epidemia in vent’anni.

Le zoonosi stanno aumentando per la vorticosa urbanizzazione di animali selvatici. Ben 400 specie animali selvatiche ospitano potenzialmente un agente infettivo in grado di ammalare l’essere umano. L’alterazione degli ecosistemi naturali e il degrado ambientale urbano mettono a stretto contatto questi animali con le persone, senza che ci sia un efficace controllo di questa interfaccia, soprattutto nei grossi insediamenti urbani. Intanto questi animali – generalmente di piccole dimensioni come topi, pipistrelli, uccelli – ma anche voluminosi come i cinghiali, si sono ottimamente adattati all’ambiente urbano. Tornare indietro adesso è difficile.