Rassegna Stampa

30 aprile 2021

Studio USA. Macelli e Covid-19: i grandi impianti di lavorazione della carne aumentano il rischio di contagio per la popolazione locale

Fonte: ilfattoalimentare.it

Negli Stati Uniti, il contagio che si è verificato durante la prima ondata della pandemia nei macelli e in generale negli impianti di lavorazione della carne è costato caro: oltre 330 mila casi e più di 11 miliardi di dollari di perdite economiche. La situazione è migliorata negli ultimi mesi, ma molto resta da fare. Si conferma così quanto visto anche in altri Paesi: i luoghi in cui si lavorano le carni sono particolarmente a rischio, per diversi motivi.

Questi i numeri contenuti in uno studio pubblicato su Food Policy, nel quale i ricercatori dell’Università della California di Davis hanno calcolato che, entro i primi 150 giorni dalla dichiarazione della presenza di Sars-CoV-2 in una contea con uno stabilimento di macellazione e trattamento delle carni bovine, i suoi abitanti avevano, in media, il 110% in più di probabilità di ammalarsi rispetto alla popolazione di contee paragonabili, ma senza industrie della carne, cioè un rischio più che doppio. Lo stesso andamento si verificava per le aziende di lavorazione della carne suina, cui era associato un aumento del 160%. Con il pollame, invece, l’incremento del rischio è risultato minore, e pari a un +20%.