Rassegna Stampa

12 febbraio 2024

Studio Usa: a Chernobyl lupi mutanti resistenti al cancro

Fonte: ilsole24ore.com

Gli animali si espongono alle radiazioni cancerogene mentre vagano per la città ucraina, abbandonata dopo un incidente nucleare nel 1986. Secondo i ricercatori di Princeton parte delle loro informazioni genetiche sembrano resistenti all’aumento del rischio di malattia

I lupi mutanti che vagano per le strade deserte di Chernobyl potrebbero aver sviluppato una particolare resistenza al cancro: una scoperta che, se confermata, fa ben sperare per il contrasto della malattia negli esseri umani. Come noto, nel 1986, l’esplosione di un reattore nucleare ospitato nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, portò all’evacuazione dalla città di oltre 100mila persone a causa del rilascio di radiazioni cancerogene. Da allora l’area è rimasta disabitata, con l’istituzione della Zona di esclusione di Chernobyl (CEZ) di oltre 1.000 miglia quadrate per impedire alle persone di entrare in contatto con le radiazioni provocate dall’esplosione, che ancora oggi rappresentano un elevato rischio di cancro. Da allora, gli esseri umani non sono più tornati a Chernobyl, ma la fauna selvatica, come i lupi e i cavalli, si aggira nelle terre desolate della città evacuata, più di 35 anni dopo il disastro.
Radiocollari per studiare l’esposizione radioattiva del branco

La dottoressa Cara Love, biologa evolutiva ed ecotossicologa presso l’Università di Princeton negli Stati Uniti, ha studiato come i lupi di Chernobyl sopravvivono nonostante l’esposizione di generazioni alle particelle radioattive. Love e un team di ricercatori hanno visitato la CEZ nel 2014, applicando dei radiocollari ai lupi per poterne monitorare i movimenti. Secondo la scienziata, i collari forniscono al team “misurazioni in tempo reale di dove si trovano i lupi e di quanto sono esposti alle radiazioni”. Inoltre, ai lupi sono stati prelevati campioni di sangue per capire come questi animali rispondono alle radiazioni cancerogene.