Rassegna Stampa

28 marzo 2022

Stop alla vendita di polli contaminati da salmonella. A rischio il 50% dei prodotti sugli scaffali

Fonte: ilfattoalimentare.it

Il 15 febbraio 2022 il ministero della Salute ha diffuso una circolare in cui dice che non si potranno più vendere polli e tacchini o altri volatili in cui siano presenti ‘salmonelle minori’ (*). Stiamo parlando di microrganismi patogeni che, a distanza di 12-72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati, sono in grado di provocare diarrea, vomito, dolori addominali, nausea, mal di testa e febbre, e protrarsi per 4-7 giorni.

“La classificazione del genere Salmonella – precisa Antonello Paparella, ordinario di Microbiologia alimentare all’Università di Teramo – è complessa e può generare confusione o refusi, come è accaduto nel testo della circolare ministeriale, dove si utilizza il termine ‘salmonelle minori’ per indicare le ‘salmonelle non rilevanti’. Sintetizzando la classificazione dei sierotipi di Salmonella spp. in funzione delle caratteristiche cliniche, si distinguono: 1. salmonelle cosiddette maggiori o tifoidee (Salmonella Typhi e Salmonella Paratyphi), che causano una malattia grave e contagiosa, la febbre tifoide, quasi mai trasmessa da alimenti; 2. salmonelle cosiddette minori o non tifoidee, che causano infezioni trasmesse prevalentemente da alimenti e con una sintomatologia prevalentemente gastroenterica. All’interno delle salmonelle minori, in base alla prevalenza nei casi di malattia alimentare, si distinguono: 1. salmonelle rilevanti (Salmonella Enteritidis, Salmonella Typhimurium e Salmonella Typhimurium variante monofasica), che in virtù della loro alta prevalenza hanno maggiore impatto sulla salute pubblica a livello europeo; 2. salmonelle non rilevanti, cioè tutte le salmonelle non tifoidee (minori) diverse da quelle rilevanti”.