Rassegna Stampa

16 settembre 2020

Senza le grandi fiere, i prodotti tipici puntano sulla formazione

Fonte: ilsole24ore.com

Più di 700 milioni disponibili nel Piano straordinario per il Made in Italy per la comunicazione ma vanno scelti i canali più adatti

Più formazione che promozione in senso stretto, più azioni dirette sul retail che comunicazione, ricorso massiccio a tutte le opportunità online per integrare se non sostituire gli incontri in presenza, riscoperta del mercato nazionale e poi, a cominciare dai paesi in cui è già oggi possibile, ritorno alle manifestazioni fieristiche e agli incontri B2 B convenzionali.Sono queste le direttrici individuate nella difficile fase di convivenza con il Covid-19 dai principali operatori del food&wine made in Italy (dalle associazioni ai consorzi di produttori agli enti fieristici) per far ripartire la promozione dell’agroalimentare italiano.

C’è bisogno di un forte stimolo alla domanda soprattutto quella internazionale. Le risorse, mai come in questo frangente ci sono. Il Piano Straordinario per il made in Italy messo in campo del Governo con la regìa del ministero degli Esteri e dell’Ice potrà contare su oltre 700 milioni di euro. A questi vanno aggiunte le risorse di settori specifici come ad esempio il vino che può contare su un budget Ue annuo per la promozione sui mercati esteri di oltre 100 milioni di euro. Una dotazione che molti chiedono di portare a 150 milioni per il prossimo triennio.