Rassegna Stampa

16 marzo 2022

Ripensare la Politica agricola comune: le lezioni della pandemia e della guerra in Ucraina

Fonte: Accademia dei Georgofili

Il sorgere improvviso dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia aveva indotto molti a sollecitare una revisione delle strategie di politica agraria per disporre di cibo in quantità e qualità idonee a soddisfare i nostri fabbisogni interni senza aggravare quelli del pianeta. Oggi, con l’insorgere dell’emergenza dettata dalla guerra in Europa e con il fallimento della politica energetica a far da monito, il problema della politica agraria si pone imperiosamente.

In quella che sembra purtroppo essere solo una pausa nelle alterne fasi della pandemia la ripresa economica iniziata nell’ultimo trimestre del 2020 e proseguita con un buon andamento sino ad oggi, ha prodotto risultati importanti, come la risalita del Pil dell’Italia nel 2021 del 6,6%. Un risultato importante, forse di proporzioni inaspettate, realizzato con le sole condizioni esistenti nel nostro sistema economico, prima cioè che i massicci interventi previsti dal Pnrr avessero potuto iniziare a produrre effetti.

Nell’insieme degli elementi positivi, tuttavia, è emersa con forte risalto anche la ripresa dell’inflazione, non solo in Italia, ma in tutte le economie avanzate che hanno trainato la ripresa stessa. Il tasso di inflazione nel 2021 si è collocato negli Usa al +7%, in Europa oltre il +5% ed in Italia a +3,9%. Ma già a gennaio e, nelle previsioni a febbraio, sale a +5%. Alla base di questa dinamica si colloca la crescita dei prezzi dei prodotti energetici che sale da +29,1% di dicembre a +38,6% di gennaio, in particolare per i prodotti regolamentati (rispettivamente a +41,9% e a +93,5%) mentre si ferma a +22%/23% per gli energetici non regolamentati, seguiti dagli alimentari lavorati (al +2,0% e +2,4%) e a quelli non lavorati (a +3,6% ed a +5,4%). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rimane stabile a +1,5%. Il quadro complessivo fa riemergere l’incubo dell’inflazione anche se ha origini concentrate in alcuni settori e legate in gran parte alla immediatezza della ripresa che ha prodotto squilibri nei rapporti domanda/offerta, aggravate dalle difficoltà della ripartenza provocate da colli di bottiglia e interruzioni nelle catene produttive che sono spiegabili e dovrebbero essere riassorbite.

Lo scoppio violento del conflitto Russia/Ucraina ha sconvolto ogni previsione, sia per gli inevitabili problemi di approvvigionamento sia per le possibili ripercussioni dei meccanismi innescati dalle sanzioni applicate alla Russia e alle conseguenti ritorsioni.