Rassegna Stampa

01 settembre 2023

Peste suina africana. Pronto il piano straordinario quinquennale per raggiungere l’eradicazione della malattia nelle Regioni colpite

Fonte: quotidianosanita.it

È arrivato sul tavolo della Conferenza Stato Regioni il documento che detta le coordinate per catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali e le azioni strategiche che le Regioni dovranno implementare. Un’emergenza che desta una “profonda preoccupazione per il proliferare delle peste suina che rischia di inquinare gli allevamenti italiani” . LA BOZZA

i blocchi di partenza il piano d’attacco per contrastare la Peste suina africana (Psa). Un’offensiva pianificata a tavolino per scongiurare il rischio di una malattia che potrebbe impattare pesantemente sull’economia del nostro Paese: le associazioni di settore stimano perdite per l’export di circa 20 milioni di euro al mese. E se il quadro dovesse peggiorare, secondo le ultime previsioni, la perdita economica nel nostro Paese schizzerebbe a 60 milioni.
Sei quindi le azioni strategiche da mettere in campo nell’arco di un quinquennio. La prima è la ricerca attiva di carcasse di animali infetto e il monitoraggio epidemiologico per verificare la distribuzione e l’andamento dell’epidemia di PSA. La seconda è il depopolamento dei cinghiali tramite cattura e abbattimento in completa biosicurezza e per creare il “vuoto sanitario” attorno alle aree di circolazione virale e impedire la diffusione della malattia.
segue poi l’applicazione di misure di biosicurezza negli allevamenti dei suini (quali l’installazione di bio-barriere di contenimento negli allevamenti suinicoli e l’apertura di punti di macellazione) e l’installazione di barriere fisiche per delimitare la zona infetta e limitare la circolazione degli animali potenzialmente infetti. E ancora, una corretta gestione dei rifiuti per impedire ai suini selvatici di trovare fonti di sostentamento nei centri urbani e nei pressi degli allevamenti di suini.

Infine, la ricerca di metodi alternativi per il contenimento della specie per raggiungere gli obiettivi di depopolamento in forma non cruenta. Metodi che potranno essere applicati anche in forma sperimentale in aree delimitate e nell’ambito di progetti organizzati.