Rassegna Stampa

06 maggio 2021

OICB: La zootecnia italiana reclama maggiore attenzione per quanto espresso fino ad oggi in tema di sostenibilità

Fonte: fiesa.it

“La filiera zootecnica italiana è pronta a fare la sua parte nel processo di transizione ecologica e a raccogliere le indicazioni del Green Deal, ma voglio precisare che in tema di ambiente non è mai rimasta con le mani in mano e occorre dirlo con chiarezza”.

Lo sottolinea il presidente dell’associazione OICB-Organizzazione Interprofessionale per la Carne Bovina Matteo Boso, in occasione di un recente convegno sugli allevamenti bovini e sulla sostenibilità.

“Abbiamo bisogno di rimarcare quanto di buono in tema ambientale hanno espresso gli allevatori e i trasformatori negli ultimi 50 anni – ha aggiunto Boso -. Per fare un esempio, dai dati presentati dal professor Bruno Ronchi, presidente del Comitato Consultivo ‘Allevamenti e prodotti animali’ dell’Accademia dei Georgofili, è emerso chiaramente che gli allevamenti italiani hanno ridotto del 40% le emissioni di metano, il principale gas serra della zootecnia. Anche sulla quantità di acqua, così preziosa, necessaria per produrre 1 kg di carne è emerso che per l’87% è costituita da ‘green water’, ovvero acqua piovana utile alle coltivazioni”.

“Nel vasto scenario dell’informazione, è necessario che questi dati, basati su criteri di rilevamento scientifici, siano portati all’attenzione dell’opinione pubblica e dei consumatori, perché siamo stanchi di essere tacciati come gli inquinatori del Pianeta”, aggiunge il presidente di OICB, in fase di riconoscimento, che riunisce 7 grandi organizzazioni che rappresentano la filiera delle carni bovine che vanno dall’allevamento (CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, Confagricoltura), alla trasformazione (UNICEB, Assograssi), alla distribuzione (Fiesa-Confesercenti) e che vedono tra i soci fondatori anche Assalzoo.