Rassegna Stampa

05 aprile 2023

Lo strano divieto su qualcosa che non c’è

Fonte: Accademia dei Georgofili

Più che introdurre divieti di dubbia utilità è necessario rimettersi seriamente a ragionare su che cosa possa fare l’Umanità, in crescita numerica e con fabbisogni in aumento, per il suo futuro.

Il Consiglio dei Ministri dello scorso 29 marzo ha approvato uno “Schema di disegno di legge recante disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici”. In sei scarni articoli si introduce il divieto a priori agli operatori del settore alimentare e agli operatori del settore dei mangimi ad “impiegare nella preparazione di alimenti, bevande e mangimi, vendere, detenere per vendere, importare, produrre per esportare, somministrare oppure distribuire per il consumo alimentare, alimenti o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali vertebrati”. Si indicano le Autorità per i controlli, le Sanzioni da applicare agli inadempienti e i successivi provvedimenti a perfezionamento del blocco introdotto, oltre a determinare il quadro normativo per il rinvio e aggiornamento delle sanzioni e a richiamarsi ad una clausola di invarianza finanziaria relativa all’applicazione della legge.
Il tutto, in uno stile scarno e deciso, di fatto vieta acriticamente l’introduzione di prodotti non bene definiti perché, appunto, inesistenti al momento dell’emanazione ignorando a che cosa ci si debba precisamente riferire.
Poco rallegra il concetto di essere il primo Paese al mondo a vietare questo genere di prodotti, mentre per ora solo Singapore e, in prospettiva, ma in misura meno definita, gli Usa hanno approvato specifiche produzioni.