Rassegna Stampa

22 febbraio 2021

L’aviaria riemerge in Europa e minaccia la filiera del pollame

Fonte: aboutpharma.com

Il monitoraggio continuo di Efsa ed Ecdc indica un aumento dei casi di uccelli infetti nelle aree centrali e settentrionali del Vecchio Continente. Le ricadute sugli allevamenti sono pesantissime.

Era il 2001 quando l’Italia conobbe la sindrome di Creutzfeldt-Jakob (encefalopatia spongiforme bovina nota anche con l’acronimo di Bse), meglio conosciuta come malattia della mucca pazza. A distanza di vent’anni dall’epidemia bovina che colpì numerose aree europee, l’Ue si ritrova a fare i conti con altre zoonosi altrettanto pericolose per gli animali, la filiera agroalimentare e, potenzialmente, per l’uomo. Una su tutte è l’aviaria. Questa influenza, i cui ceppi H5N1 e H7N1 tra il 1997 e il 2005 hanno colpito in tutti i continenti coinvolgendo milioni di volatili, è tornata a far parlare di sé in quanto i centri di controllo zoonotico del continente hanno rilevato tassi crescita preoccupanti nel centro e nord Europa. Se il 2020 è stato contraddistinto dalla ormai zoonosi per eccellenza Covid-19, già a partire dalla scorsa primavera si sono viste le avvisaglie di un aumento dei contagi tra la popolazione aviaria.