Rassegna Stampa

29 agosto 2019

La sicurezza alimentare? Passa dalla blockchain. Ma solo 1 azienda su 10 utilizza le nuove tecnologie

Fonte: ilsole24ore.com

Le aziende del settore ritengono strategica la sicurezza alimentare ma non hanno ancora compreso del tutto come applicare soluzioni avanzate come la blockchain al business del food

Tre vittime accertate e oltre 200 persone colpite dalla listeriosi in Andalusia a causa di carne contaminata (“la mechada”, un prodotto tipico di questa regione della Spagna). E’ questo solo uno degli ultimi casi di violazione della sicurezza alimentare. Sotto accusa, nel caso specifico, alcuni strumenti (il carrello del forno e aghi da lardo) in uso all’azienda produttrice Magrudis, risultati positivi ai batteri Listeria monocytogenes. Se torniamo a luglio 2018, fu il caso di Findus ad agitare i sonni di qualche consumatore con la diffusione di un comunicato che allertava in via precauzionale di una “potenziale contaminazione da batterio Listeria di una partita di fagiolini utilizzati in minima parte all’interno di alcune confezioni”.

Quello delle infezioni legate al cibo è, dati alla mano, un (enorme) problema globale. Secondo una pubblicazione del 2018 dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, arriva al 10% la percentuale di persone che ogni anno si ammalano a causa di alimenti contaminati, con un numero di decessi che supera le 420mila unità (di cui 125mila bambini). Solo nel quarto trimestre dell’anno passato il segretariato dell’Oms responsabile della sicurezza alimentare (Infosan) è stato attivato per 19 incidenti di sicurezza alimentare che hanno interessato 65 Paesi membri (di cui 29 in Europa). Le cause? Sono diverse le fasi della catena agroalimentare in cui è più probabile che si verifichi una contaminazione, partendo dalla produzione e dalle prime attività di trasformazione per arrivare al trasporto e alla distribuzione dei prodotti al consumatore finale.