Rassegna Stampa

29 novembre 2019

La carne in vitro è già pronta. le preoccupazioni degli allevatori

Fonte: italiaoggi.it

La nicchia della carne creata in laboratorio ha conosciuto un 2018 abbastanza florido con delle startup che sono riuscite a raccogliere 50 milioni di dollari (45 milioni di euro) presso diversi investitori. Di qui a cinque anni le bistecche ottenute in vitro potrebbero arrivare sugli scaffali dei supermercati.
Già nel 2013, Mark Post, ricercatore all’università di Maastricht (Paesi Bassi), aveva presentato a Londra il primo hamburger (142 grammi) concepito in laboratorio a partire dalle cellule prelevate dai muscoli delle vacche da allevamento. Un risultato arrivato dopo 42 anni di ricerche internazionali. Il costo è proibitivo: 250 mila euro. E lo sarà ancora oggi: intorno ai 50 euro.

Il fenomeno della carne sintetica ottenuta negli incubatori è un fenomeno ancora embrionale, ma c’è un ecosistema nascente. E sta allarmando gli allevatori europei che vi ravvisano un grave pericolo, specialmente in Francia, paese dove gli allevamenti si basano sulle razze locali. Inoltre, è considerato un affronto anche per i macellai, secondo quanto ha riportato Le Figaro. «La carne vera è un prodotto molto naturale che non è stato trasformato. Mai venderei della carne in vitro: è un nuovo prodotto agli antipodi rispetto agli alimenti più sani che i consumatori cercano di mangiare. Contiene dei coloranti e degli additivi come l’olio di palma», ha detto a Le Figaro Jacqueline Riedinger-Balzer, macellaia a Strasburgo che è stata eletta alla guida della Confederazione nazionale di categoria (Cibc). «Non è possibile trasformare tutte le praterie per produrre cereali», è il parere di Romain Leboeuf, il miglior macellaio di Francia, «l’arrivo della carne falsa ci fa bene come il dibattito attuale con i vegani perché rimette in primo piano il nostro mestiere ed elimina quelli che lo fanno male».