Rassegna Stampa

06 marzo 2022

Intervista a Scordamaglia: «Troppo import, torniamo alla sovranità alimentare. La Cina sta stoccando tutto il grano»

Fonte: corriere.it

Prima conseguenza di quello che sta avvenendo: «La globalizzazione che abbiamo idealizzato per anni è finita. Archiviamo da ora l’errata convinzione che l’Italia sia un giardino dove non si possa produrre più niente. L’accentuata separazione con l’Est, innescata dalla crisi in Ucraina, determina la fine dell’ubriacatura populista artefice del concetto della “de-produzione felice”», attacca Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, la fondazione che tiene insieme una parte del made in Italy agroalimentare, la produzione agricola con la Coldiretti, i grandi marchi di trasformazione fino alla distribuzione con l’insegna Conad e Carrefour. Seconda: «Le catene internazionali degli alimenti vanno completamente ridisegnate. Mi consenta un parallelismo con l’energia: negli ultimi venti anni abbiamo accentuato la dipendenza dall’estero nelle forniture di gas. Altrettanto abbiamo fatto col nostro patrimonio bovino: siamo passati da 10 a 5 milioni di capi. Importiamo grano dall’estero per il 64% del nostro fabbisogno, il 53% del mais, necessario per latte e carne. Mi dica se tutto questo ha senso».