Rassegna Stampa
30 novembre 2020
Interrogazione sul meat sounding: per Commissione UE, attuale quadro giuridico adeguato per tutelare il consumatore
Fonte: Ruminantia
La commissione agricoltura del Parlamento europeo, nella discussione sull’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) (leggi la decisione del Parlamento Europeo sul tema del 23 ottobre 2020, ndr), si sta interrogando sulla definizione di “carne”, chiedendosi se sia il caso di allargarne il significato ed estenderlo anche a prodotti di origine vegetale. Questa discussione deriva dall’impostazione che la Commissione UE ha dato alla materia nella strategia “Farm To Fork”, mettendo in discussione il sistema degli allevamenti zootecnici, insieme alla sostenibilità e salubrità della carne.
Le associazioni di categoria del settore zootecnico segnalano la crescente presenza sul mercato europeo di etichette di alimenti per vegetariani e vegani che sfruttano l’assonanza di denominazioni di vendita tipiche delle carni o dei prodotti a base di carne (Meat sounding).
Tale strategia commerciale danneggia i produttori e inganna i consumatori all’atto dell’acquisto poiché, essendo i prodotti a base vegetale diversi nella composizione e nel contenuto nutrizionale da quelli a base di carne, è ingannevole pubblicizzarli come prodotti equivalenti o più sostenibili.
Vista la necessità di chiarezza nelle definizioni dei prodotti, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:
1. Intende adottare una normativa precisa per distinguere chiaramente i prodotti di origine animale dagli alimenti a base vegetale, al fine di eliminare le attuali incongruenze e la concorrenza sleale che ne deriva?
2. Intende vietare l’uso di denominazioni di vendita delle carni per gli alimenti vegetariani e vegani, per garantire adeguata trasparenza ai consumatori e tutelare il settore zootecnico?
Risposta di Stella Kyriakides a nome della Commissione europea (26 novembre 2020)