Rassegna Stampa

27 gennaio 2022

Insetti, alimenti ricchi di proteine ed amminoacidi essenziali. Lo studio su grilli, locuste e bachi da seta

Fonte: ilfattoalimentare.it

L’80% della popolazione mondiale include regolarmente gli insetti nella propria alimentazione, sfruttando una delle oltre 2 mila specie commestibili. Il restante 20%, che vive soprattutto in Occidente, potrebbe doverlo fare presto, perché con un pianeta sempre più depauperato, a fronte di un incremento della popolazione che, si stima, dovrebbe portare a 10 miliardi gli abitanti della Terra entro il 2050, c’è urgente bisogno di nuove fonti proteiche. E gli insetti rappresentano un’alternativa sostenibile e accessibile, rispetto alla carne e al pesce. Ma per far sì che gli abitanti dei Paesi occidentali, non abituati culturalmente a consumare insetti, si convincano, è necessario procedere con campagne informative per mutare atteggiamento. Parallelamente servono ricerche che chiariscano i diversi punti ancora sotto indagine, sui quali i dati disponibili, non erano all’altezza degli elevati standard necessari per tutti gli alimenti.

Che il meccanismo informativo e conoscitivo si sia messo in moto lo dimostra, tra l’altro, uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del West Virginia, pubblicato su LWT, nel quale è illustrata un’approfondita indagine sulle proteine di tre delle specie più sfruttate a fini alimentari: i grilli (Acheta domestica), le locuste (Locusta migratoria) e le pupe dei bachi da seta (Bombyx mori).