Rassegna Stampa

07 febbraio 2020

Il virus giustizialista. Ricordate il caso Capua? Il Foglio ha letto la relazione degli ispettori contro Giancarlo Capaldo, il pm che la infangò. E che poi la sfangò

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In questi giorni di preoccupazione e panico per il coronavirus, una delle voci più richieste dai media per avere un chiarimento sul pericolo e sulle caratteristiche dell’epidemia è Ilaria Capua, una delle scienziate italiane più conosciute al mondo, la virologa che ai tempi dell’aviaria del 2006, con la sua decisione di rendere pubblica la sequenza genica del virus, diede un grande impulso globale alla “scienza open-source” che oggi è alla base del contrasto al coronavirus. Il nostro paese non ha trattato bene una delle sue più brillanti ricercatrici, anzi, l’ha massacrata come donna e come scienziata. Ilaria Capua era stata accusata, ingiustamente, da una terribile macchina mediatico-giudiziaria di essere una “trafficante di virus” (così la copertina dell’Espresso con l’“inchiesta” di Lirio Abbate che le ha rovinato la vita) che diffondeva epidemie in combutta con le case farmaceutiche: “La cupola dei vaccini esiste. La procura di Roma chiude le indagini e conferma le rivelazioni de l’Espresso sui trafficanti di virus”, scriveva il settimanale.