Rassegna Stampa

22 aprile 2021

Il virus di una nuova influenza aviaria infetta l’uomo (ma per ora non è un problema)

Fonte: fanpage.it

Il ceppo H5N8 isolato in un focolaio in Russia non preoccupa gli esperti dell’OMS che giudicano “basso” il rischio di trasmissione da persona a persona. Il potenziale pericolo e i sette casi di infezione segnalati negli operatori di un allevamento di pollame di Astrachan hanno però fatto scattare un campanello d’allarme in parte della comunità scientifica: “Il virus potrebbe mutare e acquisire la capacità di diffondersi tra gli umani”.

Lo scorso febbraio la Russia ha segnalato la prima infezione umana in assoluto da virus dell’influenza aviaria H5N8 in sette operatori di un allevamento di pollame di Astrachan, una delle principali città a Sud del Paese, dove si è registrato un focolaio di infezione negli uccelli nel dicembre 2020. Nell’allevamento sono morte oltre centomila galline su 900mila in totale e l’epidemia negli animali è stata confermata dal laboratorio di riferimento dell’Organizzazione Mondiale per la Salute animale (OIE) e dal Centro russo per la salute animale (FGBI-ARRIAH).

Le autorità sanitarie hanno rapidamente avviato tutte le misure per contenere il focolaio e, oltre alle operazioni in azienda, hanno comprovato l’esposizione al virus negli umani con test sierologici, i cui risultati erano indicativi di una recente infezione. I sette lavoratori sono rimasti asintomatici e nessuno di loro ha mostrato segni clinici della malattia. Tuttavia, riporta il New York Times, l’infezione è stata confermata dal sequenziamento genetico del virus solo in uno di questi sette casi.