Rassegna Stampa

08 maggio 2022

Il valore del cibo made in Italy e i rischi legati alla guerra

Fonte: fortuneita.com

Il cibo è diventato la prima fonte di ricchezza dell’Italia, con un valore di 575 miliardi di euro nel 2021, oltre un quarto del Pil nazionale. Ma in questi ultimi mesi, dopo i fasti di inizio 2022, anche questo settore si trova a fare i conti con gli effetti – pesanti – della guerra in Ucraina.

La filiera alimentare segna un +7% rispetto al 2020, e questo nonostante le difficoltà legate alla pandemia. L’analisi della Coldiretti, diffusa in occasione di Cibus 2022, segnala un record storico (+21,6%) per le esportazioni alimentari Made in Italy nel 2022.

Il comparto agroalimentare, nell’insieme, vede impegnati 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio.

A preoccupare sono però gli effetti della guerra in Ucraina, con i rincari energetici, la carenza di materie prime e l’impennata dell’inflazione che stanno interessando i consumi in tutto il mondo.