Rassegna Stampa

13 novembre 2020

Il reale pericolo dei visoni infettati dal coronavirus

Fonte: lescienze.it

In Danimarca ha suscitato allarme un ceppo mutato di SARS-Cov-2 comparso negli allevamenti di visoni, che ha infettato una decina di persone. Secondo alcuni esperti non c’è un rischio immediato di aumento della diffusione del virus, ma non va trascurato il pericolo che gli animali da allevamento, come quelli da compagnia, possano diventare un serbatoio virale

Un nuovo ceppo di coronavirus ha fatto la sua comparsa negli allevamenti di visoni in Danimarca. Da giugno, le varianti legate ai visoni hanno infettato più di 200 persone, una decina delle quali circa ha subito una mutazione chiamata “Cluster 5”. Per evitare un’ulteriore diffusione, il 4 novembre il governo danese ha annunciato che tutti i visoni del Paese sarebbero stati abbattuti, anche se il piano è stato poi sospeso in seguito all’opposizione di alcuni legislatori. Il timore è che questa mutazione possa diminuire l’efficacia dei vaccini per COVID-19 attualmente in fase di sviluppo. Le informazioni sulle mutazioni pubblicate finora non supportano questa eventualità, ma non è ancora chiaro quale effetto possano avere queste mutazioni.

Come i furetti e molti altri animali, i visoni sono sensibili al SARS-CoV-2 e possono trasmetterlo ad altri individui della propria specie. Inoltre, possono trasmettere il virus anche all’uomo, come hanno dimostrato i diversi casi registrati nei Paesi Bassi lo scorso giugno.