Rassegna Stampa

18 luglio 2021

Geopolitica alimentare: lo scontro ideologico sul Food System Summit

Fonte: notiziegeopolitiche.net

Mentre Roma si accinge ad ospitare dal 26 al 28 luglio il pre-incontro del Food Systems Summit delle Nazioni Unite, si è rianimato lo scontro ideologico sui modelli produttivi dell’agricoltura e dell’alimentazione. Sarà difficile ricomporre le polarizzazioni tra i sostenitori dell’“agricoltura sostenibile” più integralista e i difensori dell’industria agro-alimentare hi-tech. Forse, al di là dello scontro ideologico, sarebbe meglio confrontarsi su progetti concreti e su ciascuno di questi valutare in che misura sono posti effettivamente al centro del sistema la persona e l’ambiente, in poche parole, il futuro dell’umanità.

Roma continua ad essere al centro di importanti iniziative internazionali, visto che insieme agli impegni del turno di presidenza italiana del G20 si accinge ad ospitare dal 26 al 28 luglio il pre-summit dell’UN Food Systems Summit – UNFSS, il vertice mondiale sui sistemi alimentari. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha deciso di convocarlo nel settembre 2021 a New York, in concomitanza con l’assemblea generale delle Nazioni Unite. L’obiettivo del summit è quello di tracciare una governance globale sull’agricoltura e sull’alimentazione di fronte alla emergenza della denutrizione e in generale degli squilibri alimentari, un contesto di criticità strettamente connesse ai modelli attuali della produzione agro-alimentare, che peraltro incidono anche sugli aspetti più generali della crisi climatica e della salute globale.

Secondo i dati ufficiali delle Nazioni Unite e della Fao negli ultimi cinque anni si è registrato un incremento di 60 milioni di persone in condizioni di insufficiente alimentazione, con una popolazione mondiale che ha quindi raggiunto la quota di 820 milioni di individui che soffrono la fame, con la drammatica contraddizione di avere da un lato un quarto della popolazione infantile che soffre di arresto nella crescita e dall’altro 1,9 miliardi di persone adulte in sovrappeso.

Un primo significativo approccio ai temi del pre-summit c’è stato già al G20 di Matera, dove l’Italia insieme ai temi della carbon neutrality 2050, dello sviluppo sostenibile e della transizione verde, ha declinato una visione più generale con altri target strategici: la sicurezza alimentare, il miglioramento della nutrizione, lo sviluppo di un modello agricolo sostenibile, il tutto con l’obiettivo finale “Zero fame nel 2030”. E in questo scenario la presidenza italiana del G20 ha voluto suggellare la sua strategia sullo sviluppo globale con la Dichiarazione di Matera, “crocevia di importanti decisioni a livello globale”, richiamando in particolare il ruolo della “Food Coalition” e il principio “One Health”, approcci sui quali è opportuno soffermarsi.