Rassegna Stampa

16 ottobre 2020

Fukushima, il piano del Giappone per sversare acqua radioattiva in mare

Fonte: repubblica.it

Attualmente ci sono circa 1,23 milioni di tonnellate di acque trattate in circa mille cisterne. Il timore è che continuando a questo ritmo si esaurisca lo spazio entro ottobre 2022

L’acqua contaminata e radioattiva del disastro nucleare della centrale di Fukushima avvenuto nel 2011 potrebbe essere riversata in mare, nell’oceano Pacifico. Il governo giapponese starebbe seriamente pensando a questa soluzione per risolvere il problema dell’acqua contaminata usata per raffreddare gli impianti danneggiati nella catastrofe: dal 2022 circa 1,23 milioni di tonnellate di liquido potrebbero dunque essere rilasciate in mare. Ad anticiparlo sono le agenzie di stampa nipponiche, specificando però che la decisione definitiva potrebbe arrivare entro fine mese.

Lo smaltimento. Da nove anni il Giappone si interroga su come smaltire queste acque contaminate oggi presenti in 1.044 serbatoi. Fra le ipotesi quelle di usare l’evaporazione in atmosfera o il trasporto in altri appositi serbatoi e container, ma anche quello appunto di riversare i liquidi nell’oceano Pacifico. Una decisione, quest’ultima, fortemente contestata da pescatori, cittadini e ambientalisti. In particolare i pescatori temono per un crollo della domanda dei prodotti ittici pescati nella regione e per forti ripercussioni sugli ecosistemi marini.