Rassegna Stampa

17 luglio 2023

Febbre emorragica Congo-Crimea (CCHF) rischia di diffondersi in Europa: «Riscaldamento globale uno dei fattori»

Fonte: sanitainformazione.it

Un nuovo subdolo nemico minaccia il nostro paese. Si tratta della febbre emorragica di Crimea-Congo, una patologia portata da un pericoloso virus proveniente dall’Africa. La malattia ha una mortalità del 5% e il virus responsabile dell’infezione si sta diffondendo in diversi paesi, inclusa la Spagna, e potrebbe presto raggiungere il Regno Unito e l’Italia

Un nuovo subdolo nemico minaccia il nostro paese. Si tratta della febbre emorragica di Congo-Crimea, una patologia portata da un pericoloso virus proveniente dall’Africa. La malattia ha una mortalità del 5% e il virus responsabile dell’infezione si sta diffondendo in diversi paesi, inclusa la Spagna, e potrebbe presto raggiungere il Regno Unito e l’Italia. La malattia si chiama CCHF, che sta per febbre emorragica di Crimea-Congo, ed è nell’elenco dei patogeni prioritari che possono causare epidemie e pandemie dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Il problema è che la Terra si sta essenzialmente riscaldando e questo favorisce la diffusione di questo virus. L’aumento delle temperature in tutto il mondo ha ampliato l’habitat delle zecche che possono trasportare e trasmettere il Nairovirus che causa la CCHF in regioni più temperate come l’Europa.

L’Italia è tra i paesi europei a rischio
Dopo gli avvenimenti mortali in Iraq e Namibia, il virus ha fatto registrare due decessi in Pakistan e diversi casi di contagio in Spagna. Secondo James Wood, capo della Medicina veterinaria all’Università di Cambridge, il virus della CCHF potrebbe essere entrato nel Regno Unito attraverso le zecche degli animali. Infatti, queste creature sono considerate il veicolo principale utilizzato dal Nairovirus, che è responsabile della diffusione di questa malattia. L’Italia rappresenta uno dei paesi europei a più alto rischio di introduzione e diffusione del virus, seguito dalla Francia. Secondo gli esperti, è essenziale aumentare la consapevolezza su questo tipo di virus, per evitare che possano verificarsi casi nel nostro Paese come accaduto con altre patologie, come ad esempio la febbre Dengue, come per un paziente ad Arezzo, o la cosiddetta febbre West Nile, trasmessa dalle zanzare.