Rassegna Stampa

23 gennaio 2022

Dai pipistrelli ai topi: il ruolo degli animali nella pandemia di Covid (e, forse, nell’origine di Omicron)

Fonte: corriere.it

Nessuna specie è un’isola: e questi anni di pandemia lo hanno ricordato, drammaticamente, anche a quella umana. Dallo spillover dai pipistrelli al ruolo degli ospiti intermedi, dalle osservazioni sugli animali domestici al possibile «spillback» dall’uomo al topo e ritorno, un viaggio inedito nel rapporto tra Sars-CoV-2 e specie

Difficile dimenticare, del primo lockdown — prolungato e radicale — lo spalancarsi degli scenari di «rewilding» urbano da Mondo senza di noi, per citare il grande libro di Alan Weismann sulla Terra post-umana. E questo in ogni area del globo: il rifluire di pesci di ogni specie e cigni nei canali di Venezia ; i cinghiali tornati (o accresciuti di numero) in tante città-fantasma italiane e spagnole (in Galizia e Castiglia insieme a lupi e caprioli); le capre a pelo lungo sciamate verso i giardini e le strade deserte di Llandudno e di altre cittadine del Galles; gli sciacalli mescolati ai runner nei parchi di Tel Aviv; i tacchini selvatici apparsi nei cortili di Harvard; le scimmie confluite in massa a Lopburi, Thailandia; gli orsi neri riapparsi in tutto l’Estremo Oriente; i coccodrilli e le tartarughe migrati a rimpossessarsi di baie e spiagge a loro a lungo interdette. Un break visionario intensificato, per così dire, dalla luce inedita, quasi ancestrale, di un ambiente ripulito dalle «cataratte» delle emissioni inquinanti; esemplari, al riguardo, le immagini giunte da Jalandhar, Punjab, e da altre aree attigue, con le vette innevate dell’Himalaya tornate a stagliarsi nitide all’orizzonte dopo decenni. Questo memento eco-biologico non è stato (ed è) solo un esercizio utile a ricordarci i limiti del nostro (per certi veri comprensibile, se non inevitabile) compiacimento antropocentrico. È anche — proprio in tempo di pandemia — un memento sulla nostra contiguità molecolare con gli «animali non umani», accentuata dalla (rinata) consapevolezza di dover condividere con loro la competizione con altre forme del vivente come gli agenti patogeni. Non a caso, uno dei modi — delle vie — migliori per orientarsi nell’evoluzione pandemica di Covid-19 è stato e rimane quello di seguire le indicazioni e le sequenze degli «altri animali» (o meglio «altri mammiferi»), intrecciate e sovrapposte alle nostre.

Questo saggio è suddiviso in diversi capitoli:
1. Pipistrelli / 1 – Lo spillover, o alle origini del Covid
2. Pangolini e zibetti: la diversa sorte degli ospiti intermedi
3. Visoni: gli spillback e i «rientri» nell’uomo
4. Animali d’allevamento e domestici: il politropismo virale
5. Pipistrelli / 2: Sars CoV-2 e la teoria del laboratorio
6. Topi e criceti: il «rientro» nell’uomo e la possibile uscita dalla pandemia