Rassegna Stampa

23 febbraio 2020

Coronavirus: Capua, e se fosse sindrome simil-influenzale?

Fonte: Agi

“Questa infezione iniziamo a chiamarla ‘sindrome simil-influenzale’ provocata da coronavirus”. La virologa Ilaria Capua, ​direttrice dell’One Health Center of Excellence dell’University of Florida, dopo l’esplosione di casi in Italia ha maturato un’ipotesi concreta sulla vera faccia del virus: “Sospetto – spiega all’AGI – che i casi siano molti ma molti di più, ma che la stragrande maggioranza dei contagiati siano asintomatici o poco più, e magari sono già guariti non immaginando di aver avuto il coronavirus e pensando a una semplice influenza”.

Quindi la teoria è che i casi noti a oggi, ossia 132 di cui il 20% in condizioni serie, “non siano che la punta dell’iceberg, e che questa sia paradossalmente una buona notizia. Infatti non conta il numero dei casi gravi, ad esempio, ma il denominatore. Tot casi gravi su quanti totali? Ho il sospetto che in questi giorni stiamo solo identificando i casi gravi, e anche quelli meno gravi che ora si sottopongono al test, ma che il numero dei contagiati chiamiamoli ‘inconsapevoli’ sia molto di più”.

Ora, aggiunge la virologa, “la sfida è capire qual è il vero denominatore, attraverso sorveglianza attiva, questionari…”. Ciò non toglie, chiarisce Capua, che “è solo un’ipotesi, quindi in un momento di incertezza non sono sbagliate le misure annunciate ieri, meglio tutte le precauzioni, anche per ‘fotografare’ la situazione senza farla evolvere”.

Infine, dall’esperta un appello anche agli operatori della comunicazione: “Questa vicenda costerà centinaia di miliardi. La Sars, che era molto meno pesante , è costata 54 miliardi. Bisogna evitare informazioni scorrette o allarmistiche, a ogni parola allarmistica che viene detta bruciamo un milione”.